Café Colombia

Domenica 27 maggio i Colombiani voteranno per eleggere il nuovo presidente che resterà in carica per i prossimi quattro anni. Sono le prime elezioni presidenziali da quando il governo nel 2016 ha siglato l’accordo di pace con le Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia, ponendo fine a 52 anni di guerra. Per capire meglio cosa sta succedendo nel Paese, come i mezzi di comunicazione stanno coprendo la campagna elettorale e le conseguenze politiche ed economiche di queste elezioni abbiamo intervistato, in diretta video, giornalisti, fotoreporter, professori ed attivisti colombiani contattati grazie alla piattaforma PresSource.

I candidati alla presidenza sono cinque:

1) Ivan Duque del Centro Democratico, il partito conservatore fondato dall’ex presidente Álvaro Uribe. In testa negli ultimi sondaggi, contrario all’accordo con le Farc
2) Gustavo Petro, ex sindaco di Bogotà ed ex guerrigliero di M-19, esponente della sinistra democratica
3) Sergio Fajardo, candidato di centro ed ex sindaco di Medellín. Appoggiato dal mondo accademico
4) German Vargas Lleras, sostenuto dall’establishment colombiano con una lunga carriera politica alle spalle. Ministro negli scorsi governi si presenta come un candidato moderato.
5) Humberto de La Calle, politico di esperienza, ha avuto un ruolo centrale nell’accordo tra il governo di Juan Manuel Santos e le Farc, le Forze armate rivoluzionarie della Colombia

La campagna elettorale si è conclusa il 20 maggio e dagli ultimi sondaggi Duque e Petro sarebbero i favoriti. Il partito di Duque ha già vinto le elezioni politiche dell’ 11 marzo che hanno segnato invece una dura sconfitta elettorale per le Farc. Il gruppo rivoluzionario marxista-leninista, dopo aver rinunciato alla lotta armata ha dato vita al partito politico Forza rivoluzionaria alternativa comune, inserendosi nel circuito democratico. E proprio l’accordo di pace è stato al centro del dibattito politico in Colombia.
Se nessuno dei cinque candidati dovesse raggiungere la maggioranza assoluta dei voti, i primi due andranno al ballottaggio nel secondo turno elettorale del 17 giugno.