Comitato Parenti Vittime delle Rsa: il presidio del 18 giugno

Quattro mesi di silenzio e di morte. Oltre 3mila decessi registrati. Questa è la situazione delle Rsa piemontesi – un problema non solo regionale – dall’inizio della pandemia da Covid-19 ad oggi.

“Un periodo di notizie allarmanti. Ricordiamo, solo per fare un esempio, quando i contagiati dal virus venivano affidati alle strutture sanitarie assistenziali inducendo una capillare diffusione dell’infezione e un boom di decessi”, sottolinea Andrea Ciattaglia, portavoce di Fondazione Promozione sociale che ha dato il via al Comitato Parenti Vittime delle Rsa. “Un progetto costituto da poco, che con la manifestazione del 18 giugno vuole avere un momento pubblico per sollecitare la regione Piemonte a prendere provvedimenti affinché la situazione nelle Rsa venga radicalmente riformata, con particolare attenzione alla copertura sanitaria, rispetto alle esigenze dei pazienti ospitati, che deve essere incrementata”.

“Il Covid-19 ha messo in evidenza l’estrema debolezza strutturale di queste realtà che, ad esempio, non hanno l’obbligo di disporre di un medico h24. Non è neppure prevista la presenza di medici che svolgano attività in équipe. Le Rsa sono oggi strutture che ospitano pazienti con specifiche e gravi condizioni cliniche con coperture sanitarie spesso inesistenti”. E il Comitato, nato per accogliere e raccogliere segnalazioni ed esposti alla Procura rispetto alle situazioni di abbandono terapeutico e di malasanità che si sono riscontrate all’interno delle strutture, vuole avere delle risposte. “I parenti dei degenti che sono mancati si sono mobilitati per chiedere un’attenzione particolare affinché situazioni, che hanno portato ad esiti come questi, non vengano dimenticate. Ma, al contrario, prese in considerazione seriamente per capire se ci sono state delle responsabilità”. 

Foto di Sabine van Erp da Pixabay

I parenti che hanno presentato esposti singoli e aderito al Comitato sono oltre sessanta. Si sono impegnati anche nella formulazione di un esposto di ampio respiro sulla situazione generale della presa in carico nelle Rsa, seguito con attenzione dalla Fondazione Promozione Sociale Onlus e da altre organizzazioni. “I parenti hanno dato piena disponibilità all’iniziativa del 18 giugno e sono parte attiva nell’organizzazione dell’evento e della presenza in Piazza Castello. Noi stiamo divulgando informazioni riguardo a questa iniziativa, specificando che è aperta a tutti. E quindi anche ad ogni cittadino di qualunque associazione e organizzazione che crede che questa parte di riorganizzazione radicale delle Rsa e della presa in carico dei malati non autosufficienti sia una priorità che la Regione non può ignorare”. Il Comitato intende ricordare questo con la sua presenza nel cuore della città il prossimo giovedì alle ore 18. Un incontro che si vuole tradurre in un momento di confronto ed elaborazione di delibere e provvedimenti che possano garantire ai malati non autosufficienti la presa in carico come spetta a tutti gli altri malati. Garantendo, così, il loro diritto alle cure sanitarie. E, in generale, alla tutela della salute. 

“L’evento prevede un incontro pubblico con tutte le misure di distanziamento sociale previste. Ci sarà un momento in cui la presidente della Fondazione Promozione sociale onlus Maria Grazia Breda farà il punto della situazione rispetto alla riforma richiesta delle rsa, anche in relazione alle cure domiciliari – l’altro pilastro necessario da implementare – , e poi alle iniziative che nelle prossime settimane ci vedranno impegnati”. Tra queste una parte importante riguarderà il tema delle visite dei parenti ai degenti nelle Rsa: una necessità che i primi hanno presentato al Comitato urgenza. Un momento particolare sarà quello del minuto di silenzio in ricordo di tutte le vittime di questi mesi. “Poi ci sarà, grazie ai fischietti che distribuiremo, un fischio collettivo per svegliare la Regione Piemonte e quindi chi ha la possibilità di decidere e modificare le situazioni in essere. Ma anche per rivendicare la nostra presenza e per non dimenticare tutto quello che in quelle rsa è accaduto”. 

Il Comitato, ad oggi, non ha un legame diretto con i sindacati. Nonostante questo, come ricorda Ciattaglia, l’iniziativa del 18 giugno è aperta a tutti. “Abbiamo visto in queste settimane delle prese di posizione da parte loro, delle segnalazioni molto puntuali rispetto alle Rsa e alle strutture sanitarie in generale – quindi anche ospedaliere – dove si sono registrati i problemi maggiori”. Il sindacato è un’organizzazione che può fornire un contributo importante a tutela dei diritti degli utenti perché la tutela dei diritti dei lavoratori delle Rsa passa anche per la tutela dei diritti di chi qui è curato. “Se non si tutelano entrambi, diventa difficile fare semplicemente gli interessi dei lavoratori. Le Rsa, che purtroppo nell’immaginario collettivo sono diventate strutture di “serie b” del servizio sanitario, sono tali sia per chi vi è ospitato sia per chi ci lavora. Bisogna impegnarsi affinché rappresentino percorsi terapeutici di “serie a” : questo implica che anche gli operatori vengano rispettati e trattati in un certo modo. Agire solo per la tutela dei lavoratori e non per quella degli utenti è una strada che non porta lontano”.

Ciattaglia ha una speranza, in particolare, rispetto all’evento di giovedì prossimo. “Il mio augurio è che la politica, in particolare regionale, si assuma una parte di protagonismo e responsabilità su stimolo della piazza. Spero che dal Piemonte, che a livello sanitario esce umiliato da questa pandemia, la politica si impegni per portare un modello di presa in carico di malati non autosufficienti che risponda alle loro esigenze sanitarie. Penso che la regione possa ancora dire la sua a livello nazionale rispetto a questo. Si parla di modelli che qui erano d’eccellenza fino a qualche anno fa. Peraltro, sussistono delle normative regionali che continuano ad essere di ottimo livello e che potrebbero essere un interessante spunto per una riforma radicale di questo settore nell’auspicio di poter davvero tutelare il diritto alla salute”. 

In occasione del presidio di giovedì, il Comitato ha chiesto che una sua delegazione possa essere ricevuta in Regione per iniziare un percorso comune di valutazione di norme e provvedimenti, alcuni anche immediati. “Questo, per migliorare la situazione dei degenti ma anche per tirarli fuori dall’oblio in cui sono stati immersi per troppo tempo. Riportando l’atto di cura ad un livello dignitoso sia per loro che per coloro che forniscono prestazioni sanitarie”.

Qui sotto il documento (scaricabile) con l’annuncio, da parte del Comitato Parenti Vittime delle Rsa, del presidio del 18 giugno.

RICCARDO LIGUORI

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