Summer Plays, come riparte il Teatro Stabile di Torino

Il Teatro Stabile di Torino è pronto a ripartire. Lo fa con una stagione estiva tutta al Teatro Carignano, Summer Plays. Il cartellone, presentato oggi 11 giugno, prevede tre mesi di programmazione ininterrotta, dal 15 giugno al 13 settembre 2020, con 16 titoli di drammaturgia contemporanea e 100 recite totali, a cui si aggiungono 16 appuntamenti inseriti nella sezione Extra Plays.

“Con Summer Plays – ha detto Filippo Fonsatti, direttore dello Stabile – vogliamo tornare a calcare i palchi con serietà e sobrietà ma vogliamo anche ricordare il fatto che d’estate si può giocare. È la manifestazione del desiderio di ritrovare lo svago e la serenità dopo la tempesta, un messaggio potente di fiducia per il nostro pubblico, che sarà esempio per tanti operatori del teatro su come si possa riprendere”.

La stagione estiva è stata creata insieme al TPE – Teatro Piemonte Europa, che proporrà alcuni spettacoli nel Teatro Astra.

Secondo Lamberto Vallarino Gancia, Presidente del Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, e Maddalena Bumma, Presidente del TPE, “questa ripresa congiunta è un fatto importante per la Città e per la Regione. Manifesta il superamento degli interessi specifici a favore di una progettualità partecipata in un momento tanto delicato. Speriamo che la nostra proposta venga recepita come un segnale di speranza per la comunità e rappresenti un progressivo ritorno alla normalità”.

Così sarà la sala del Teatro Carignano per i prossimi spettacoli

Per rendere possibile l’apertura è stato necessario ridurre i posti nei teatri, in modo da recepire le direttive che arrivano dai decreti statali, che impongono la distanza di sicurezza. Così la sala settecentesca del teatro Carignano ha dovuto diminuire le sedute da 800 a 200, il massimo consentito dalle nuove leggi, con 60 posti in platea e  gli altri sui palchi, destinati soprattutto ai nuclei familiari, mentre l’Astra può contenerne solo una cinquantina.

“Nel caso in cui la legge dovesse subire modifiche e permettere più posti – ha detto Fonsati – noi siamo pronti a renderli di nuovo disponibili a tempo e costo zero, perché abbiamo soltanto smontato lo schienale delle poltrone in orizzontale sulla seduta e l’operazione è reversibile”.

Anche il ricircolo dell’aria, ricorda Vallarino Gancia, è garantito nella sala e gli spettatori avranno l’obbligo di indossare la mascherina. “Avremo dispositivi di controllo della temperatura, per permettere allo spettatore di assistere allo spettacolo in sicurezza e allo stesso tempo stare in confort. Ci sarà un sistema di ingresso ed uscita controllato e tutto il personale sarà a disposizione per far rispettare le misure”.

Meno posti, ma più spettacoli. La recita principale si terrà tutte le sere alle 21 dal martedì alla domenica, ci saranno poi una rappresentazione pomeridiana alle 18.30 e una la mattina alle 10.30, dedicata ai bambini e ai giovani. Il sabato e la domenica ci saranno anche spettacoli e laboratori per le famiglie.

Il programma (qui completo) del Summer Plays è stato esposto dal direttore Fonsatti: “Da quello che sappiamo la prossima stagione teatrale in tutta Italia sarà un florilegio di monologhi all’aperto. noi abbiamo deciso di fare diversamente, non abbiamo nulla contro il monologo, e ne abbiamo tre in cartellone, tra cui Giulietta e Mistero buffo, ma crediamo anche che si debba ripartire con tutti gli spettacoli e i nostri hanno dai due agli otto interpreti. Crediamo che sia una delle proposte più grandi d’Europa ad ora, che dà lavoro a 100 tra artisti e tecnici oltre le maestranze dei due teatri”.

Summer Plays

Il cartellone è stato creato a quattro mani da Valerio Binasco e Valter Malosti, che firmano entrambi alcuni progetti. “In questo periodo di ripensamento – hanno detto – è evidente che i teatri pubblici devono ritornare alla loro funzione e di divulgatori di cultura, con la voglia di affrontare l’ignoto e guardare avanti”.

Una di queste novità è Claustrophilia, una serie di tre spettacoli, Molly Sweeney di Brian Friel, Blackbird di David Harrower e Dialogo di Natalia Ginzburg, che andranno in video online. “L’idea è nata nel momento più buio della quarantena – racconta Binasco – quando pensavamo di non dover andare in scena e che il teatro andasse filmato. Abbiamo detto di formare un gruppo di attori, di chiuderlo a chiave alle Fonderie Limone e farli recitare davanti alle telecamere. Prediamo i testi e li facciamo diventare qualcosa che nasce con l’idea di essere filmato, unendo il cinema e gli attori teatrali. Il territorio comune sarà la recitazione, credo che la macchina faccia bene agli attori e ai registi faccia bene il teatro”.

Il primo spettacolo ad andare in scena sarà invece Intervista di Natalia Ginzburg, curato sempre da Binasco. “Rappresenta per me un’autrice importante capace di grande malinconia e grande commozione. I personaggi della Ginzburg sono malati di una malattia molto diffusa, l’ossessione. I personaggi sono innamorati della stessa persona e questa ossessione li consuma. La guarigione arriva con la grazia tipica della Ginzburg: dobbiamo accettare il fatto che siamo malati di qualcosa che è un debordante amore. Dentro questa accettazione c’è un grande sorriso, una piccola virtù”.

Ma come riprenderà la programmazione ordinaria quest’autunno? “Sentiamo il dovere morale di recuperare molte delle produzioni dello scorso anno, come l’Arlecchino, che aveva una bella scenografia, che ora è in viaggio per la Cina per partecipare ad un concorso a Pechino, e Così è se vi pare. Mezza stagione è già praticamente programmata”.

JACOPO TOMATIS

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