“Fluidicity”, la guida di Torino all’aria aperta

"Fluidicity". L'illustrazione è stata realizzata da Aurora Longo.

Dalle panchine di piazza Carignano al platano della Tesoreria. Dalla Fontana dei Dodici mesi del Valentino al Monte dei Cappuccini. Una Torino all’aperto e da esplorare grazie a “Fluidicity”, guida “liquida” realizzata da 16 studenti della Scuola Holden. Uno strumento digitale reso disponibile a tutti. Le 51 pagine sono state suddivise in quattro sezioni: “To (Ride)” è la prima parte e riguarda piazze e strade, in “To (Rest)” sono segnalate panchine e facciate di case,  “To (Stare)” raccoglie varie opere d’arte e installazioni, e infine c’è “To (Breath): è la parte “più all’aria aperta”, quella che comprende parchi e alberi. “Fluidicity” è stato caricato online e la mappa dei luoghi citati è consultabile su Google Maps.

“L’idea è partita da Alice Avallone, nostra docente di Digital Storytelling. Dovevamo realizzare un compito in classe: una guida di Torino per i futuri studenti fuorisede della scuola”, racconta Alice Nicolin. Il gruppo è al primo anno dell’indirizzo di “Story Design” della Holden. Ma dalla pratica didattica – “realizzare un modulo di scrittura di viaggio” – i ragazzi hanno deciso di passare ad altro: la creazione di un guida di facile utilizzo per apprezzare i luoghi all’aperto del capoluogo piemontese. “Ci abbiamo lavorato a distanza e nel pieno dell’emergenza Coronavirus. Molti di noi erano rientrati a casa e con questo progetto a distanza hanno scoperto luoghi di Torino insoliti e poco conosciuti”, afferma la ragazza.

I sedici studenti si sono suddivisi le cose da fare come in una redazione: piccoli gruppi coordinati da un responsabile. “Inizialmente pensavamo di andare in giro per scattare le foto dei luoghi. Però non sapevamo se si poteva uscire. Allora abbiamo deciso di usare le immagini prese da Google StreetView”. Ottavia Guidarini ha curato la parte grafica di “Fluidicity”. “Il fatto di lavorare in un gruppo costituito da persone con background e percorsi di studi differenti ci ha permesso di dare un taglio multidisciplinare al progetto. Abbiamo svolto un lavoro a distanza ma allo stesso tempo formativo per tutti”, racconta la ragazza.

Ogni luogo citato nella guida ha 20/30 parole di descrizione. In alcuni casi 40. “Abbiamo scelto un format immediato, fruibile e veloce. Una specie di sintesi tra le vocazioni e il mood del luogo e le informazioni su di esso”, afferma Francesco Chironna. Nato e cresciuto a Torino, Chionna conosce bene il capoluogo piemontese, da anni collabora ad alcuni eventi cittadini e coltiva la passione per la fotografia: “Abbiamo deciso di raccontare parti della città che sono all’aperto e sempre disponibili. Sono luoghi che vale la pena di vedere e che a volte non si trovano nelle guide tradizionali”.

RICCARDO PIERONI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *