Il cinema riparte dal protocollo sanitario per lavorare in sicurezza sul set

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Ciak, si ricomincia a girare. Le organizzazioni dei lavoratori, degli artisti, delle imprese di produzione cineaudiovisiva, degli autori hanno firmato un protocollo di sicurezza per tutte le fasi della lavorazione di un’opera, dagli uffici al set. Le associazioni che rappresentano tutta la filiera, dai produttori ai macchinisti, passando per gli attori, hanno stilato un testo per far ripartire un settore che dà lavoro a circa 200 mila persone.

L’obiettivo era comune: tornare sul set sì, ma in sicurezza. Il documento è il risultato delle proposte emerse dalle varie categorie dopo un lavoro di confronto tra il Governo, Parti Sociali, Associazioni dei datori di lavoro e Organizzazioni sindacali dei lavoratori. Andrà validato dalle autorità competenti, dal Comitato tecnico scientifico, dai ministeri interessati, ma essendo stato realizzato con l’aiuto di tecnici dovrebbe essere già pronto per l’operatività. Le produzioni potrebbero così ripartire entro la fine di giugno, dando il via libera a un settore fermo dall’inizio del mese di marzo. Secondo l’ultimo Dpcm, i cinema dovrebbero riaprire il 15 giugno, ma non è ancora chiaro cosa verrà proiettato in sala. Ma che cosa prevede questo testo condiviso e realizzato totalmente in videoconferenza? Ecco i comportamenti, gli strumenti e le procedure da adottare per evitare la possibilità di contagio da Covid-19.

Le regole

Gli unici a non dover utilizzare la mascherina chirurgica saranno gli attori, che dovranno però recitare a distanza ed effettuare il tampone “immediatamente prima dell’inizio delle riprese” per poi ripeterlo “con cadenza settimanale anche in assenza di sintomi”: per tutte le altre persone presenti sul set, la mascherina sarà obbligatoria. I camerini del cast saranno individuali, come i costumi di scena, e verranno igienizzati a ogni cambio di attore. Anche i set dovranno essere sanificati prima del ciak e al termine della giornata di riprese, ma soprattutto in caso di operatori positivi o con sintomi. Guanti monouso, mascherine e visiere filtranti saranno obbligatori per truccatori, acconciatori, microfonisti, sarte, attrezzisti. Strumenti monouso per trucco e parrucco dovranno essere igienizzati dopo ogni utilizzo e a fine giornata. Infine, verrà raccomandato l’utilizzo delle applicazioni per il contact tracing, come Immuni, quando saranno disponibili.

Giancarlo Leone, presidente dell’Associazione dei Produttori Audiovisivi, ha dichiarato all’Ansa che sarà necessario garantire “La disponibilità dei tamponi sui set: abbiamo chiesto il coinvolgimento nazionale e regionale, specie per gli attori che non possono usare le mascherine. In secondo luogo, l’istituzione di un fondo di garanzia per le assicurazioni in caso di danno totale. Terzo, il necessario e imminente lancio del nuovo tax credit: su quest’ultimo punto apprezzo molto l’attivismo del Mibact che è la prova della consapevolezza dell’importanza della ripresa della produzione”. Secondo Francesca Cima, presidente della sezione produttori dell’Anica: “Serve un sistema che garantisca due possibilità: l’interruzione momentanea e quella, mi auguro rara, di interruzione totale ad esempio per un focolaio. Quest’ultimo prodotto finanziario non esiste tra le assicurazioni e pensiamo che i fondi di garanzia italiani ed europei possano tutelare, nel caso”. Come spiega ancora Cima all’Ansa, “Dobbiamo far capire che avviare un film in Italia è possibile e in sicurezza”.

“È ora che le aziende lavorino con serenità cercando di contribuire alla ripresa del sistema culturale e industriale del Paese – ha dichiarato il presidente di CNA Cinema e Audiovisivo Gianluca Curti – CNA è pronta e fa la sua parte. Si riparte!”. Nella stessa giornata, CNA Cinema e Audiovisivo insieme alle altre associazioni di categoria, hanno sottoscritto un protocollo aggiuntivo per le attività di lungometraggi low budget, documentari e cortometraggi contenente alcune specifiche alla proposta di protocollo generale per la tutela dei lavoratori del settore cine-audiovisivo.

CHIARA MANETTI

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