Turismo montano e rigenerazione territoriale, il progetto che va oltre il Covid

Ribaltare il punto di vista e usare l’emergenza Covid per ripensarsi e superare la crisi. È questo l’obiettivo di Covidless Approach & Trust, lo strumento di analisi e sviluppo pensato per i comuni montani e nato da un progetto di ricerca dell’Università di Torino, effettuato con il sostegno della Camera di Commercio di Torino.

Il progetto è stato ideato da un team composto da Paolo Biancone, Andrea Martra, Piercarlo Rossi e Silvana Secinaro, docenti del Dipartimento di management, e Alberto Sasso, professionista specializzato in architettura sostenibile e rigenerazione del territorio. Si tratta di un servizio di sostegno operativo all’economia turistica e culturale per il rilancio del territorio e degli enti locali.

“Ci siamo sempre occupati di rigenerazione territoriale, – riferisce il professore Paolo Biancone – è importante far percepire al territorio quali siano gli elementi più validi per la fruibilità turistica. Questo modello parte da una valutazione iniziale di un luogo al fine di migliorarne la fruibilità turistica, senza considerare la criticità del momento. Di primaria importanza sono i bisogni dei consumatori, ovvero di turisti e residenti. Per esempio, nell’ambito della ristorazione, se un’attività è stata chiusa causa Covid-19, la fruibilità non c’è stata. Per ottimizzare il servizio si potrebbe pensare all’asporto anche nelle zone montane. Rende sicuro il cliente ed è un’ottima soluzione anche per i ristoratori”.

Nella valutazione dell’operatività dei singoli esercizi, quindi, il bisogno primario preso in considerazione è quello dei fruitori e dei turisti che si aspettano di trovare contenuti di intrattenimento adeguati. L’obiettivo è supportare gli enti locali nel mantenimento e nel potenziamento degli standard di accoglienza ricettivo-turistica e culturale.

Viene fornito un rating di attrattività territoriale, in grado di identificare e potenziare gli aspetti di fruibilità turistica, al pari di quanto avveniva prima della pandemia. Il modello si occupa di valutare diversi aspetti: dall’ospitalità alberghiera agli impianti sportivi, dall’accessibilità agli uffici comunali, fino allo shopping, alla ristorazione e all’intrattenimento. In base al punteggio ottenuto si potranno individuare i punti di forza e le aree di miglioramento sulla base delle quali costruire un percorso, affiancati dal team di esperti, per sviluppare gli aspetti necessari. Al termine del percorso i comuni saranno certificati e riceveranno l’attestazione ed il marchio “Covidless Approach & Trust”.

Il modello si basa sullo studio realizzato per la rivalutazione e valorizzazione delle Valli Olimpiche piemontesi ideato già prima della crisi sanitaria, in previsione delle Olimpiadi invernali 2026, che ha evidenziato delle linee guida declinabili anche su altre realtà. Il primo comune che ha aderito al progetto è Santa Maria Maggiore, in Val Vigezzo, provincia di Verbania. La ricerca ha il patrocinio di Uncem – Unione Nazionale Comuni Comunità Enti Montani. In questo periodo altri paesi e realtà locali si stanno interessando al progetto.

“Ci siamo basati sul concetto di fiducia da parte dei nostri turisti, – conclude Biancone – rendendoci conto che il turismo di prossimità e montano in questa fase, e in previsione dell’estate 2020, trasmetta una sensazione di sicurezza che i posti lontani non possono dare. Per questo, cercare di ottimizzare tutti i servizi può portare al miglioramento della qualità del turismo anche per i prossimi anni”.

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