Alessandro Miressi e il sogno delle Olimpiadi ormai in bilico

Alessandro Miressi con la medaglia d'oro conquistata agli Europei di Glasgow 2018

Torino e Tokyo distano 100 metri. Sembra un’assurdità ma per Alessandro Miressi, originario di Moncalieri, atleta delle Fiamme Oro e del Centro Nuoto Torino, è così. Due vasche di piscina da percorrere in poco più di 48 secondi, nella speranza ogni giorno sempre più remota che i Giochi Olimpici 2020 restino confermati. La minaccia dei contagi da Coronavirus incombe su tutto lo sport e Miressi, primatista italiano dei 100 metri stile libero, ha già pagato uno scotto, come molti dei migliori atleti del paese.
I Campionati italiani Assoluti di Riccione, previsti la scorsa settimana dal 17 al 21 marzo e con in palio i pass per i Giochi, sono stati annullati come tutte le competizioni previste fino al 3 aprile. Miressi ha almeno potuto riprendere ad allenarsi dopo due giorni di stop, seguiti alla chiusura di tutte le piscine. Lui riesce a farsi scivolare addosso i dubbi e ad andare avanti con la leggerezza dei suoi 21 anni, ma certo per un potenziale campione l’ipotesi di veder svanire l’appuntamento più atteso non è piacevole. La strada per arrivare a questi livelli è stata lunga e i sacrifici andrebbero ripagati.

Nato per gareggiare
Un primo momento importante del percorso di Miressi è l’incontro con il suo attuale tecnico, Antonio Satta, nel 2012. «All’epoca Alessandro faceva dorso e faticava a entrare nel gruppo della Nazionale giovanile. Era alto, mingherlino, ma appena ha iniziato a strutturarsi fisicamente ho pensato che potesse essere adatto alla velocità» racconta Satta. I Giochi Europei giovanili di Baku 2015 sono stati la prima rivelazione, continua il tecnico: «Ho visto come ha reagito al primo contesto importante, lì ho capito che sarebbe arrivato agli Assoluti. Alessandro ha la capacità di trasformarsi quando conta di più». Fuori dall’acqua è un gigante buono di due metri per 99 chili, in corsia un titano che non accetta di farsi sopravanzare: «In gara non voglio che nessuno metta la mano sul bordo d’arrivo prima di me. Devo vincere per forza, sempre, non solo nel nuoto, anche quando gioco a calcetto con gli amici» riconosce Miressi. È questo l’atteggiamento che lo spinge a perfezionarsi sempre, anche dopo aver fatto il record italiano a Roma nel 2018 («Ho fatto il tempo ma anche errori tecnici. Sono stato poco esplosivo in partenza e la virata poteva essere migliore»). È questo lo spirito che lo aiuta a reagire ai problemi, come quelli affrontati nel corso del 2019.

Preparazione interrotta
Prima un infortunio alla caviglia poi il virus del “Fuoco di Sant’Antonio” hanno complicato l’avvicinamento di Alessandro ai Mondiali dell’anno scorso a Gwangju, in Corea del Sud. Il mancato accesso alla finale della sua gara di punta è stato duro da digerire: «Per la prima volta ha dovuto affrontare serie difficoltà, per questo ciò che è successo a Glasgow a dicembre è stato eccezionale» ricorda Antonio Satta. Le gare in vasca corta da 25 metri non sono l’ideale per il fisico potente di Alessandro, ma agli ultimi Europei ha tirato fuori prestazioni impensabili che gli sono valse l’argento. Pochi giorni dopo, gli Assoluti invernali hanno messo in palio i primi pass per le Olimpiadi. Per raggiungerle Alessandro doveva nuotare i 100 in 47”9, un tempo da finale. Ha fermato il cronometro a 48”2, come mai in precedenza gli era riuscito nello stesso periodo dell’anno, ma aver mancato la qualificazione anticipata gli ha dato comunque la spinta per concentrarsi sulla preparazione, bruscamente interrotta ai primi di marzo.
La Swim-To di Torino, il Trofeo Città di Milano e i Regionali avrebbero dovuto essere le tappe di avvicinamento verso Riccione, ma una dopo l’altra le manifestazioni sono state annullate come in un domino: «È surreale arrivare in prossimità delle gare e poi fermarsi. Continueremo il lavoro in acqua, ma forzare sarebbe inutile» spiega Satta. «Ci teniamo stretta la convinzione che Alessandro avrebbe fatto un grande risultato» conclude il tecnico. Non è molto forse, ma di questi tempi è bello avere delle piccole certezze.

Articolo tratto dal Magazine Futura uscito il 18 marzo 2020. Leggi il Pdf cliccando qui.

LUCA PARENA

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