Coppia di Parma bloccata e denunciata, tentavano di andare in vacanza a Madrid

Il decreto governativo annunciato dal presidente Giuseppe Conte nella notte tra sabato 7 marzo e domenica 8 è entrato in vigore dalla mezzanotte di oggi lunedì 9. Viene individuata una grande “zona di sicurezza” che comprende la Lombardia e altre 14 province tra Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Marche dove sono scattate limitazioni molto strette per limitare il contagio del coronavirus: in particolare, è indispensabile “evitare ogni spostamento in entrata e in uscita e negli stessi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute”. Inoltre vige il divieto assoluto di mobilità per le persone in quarantena. Per tutti coloro che saranno fermati e forniranno una giustificazione senza riscontro scatterà la denuncia per inosservanza del provvedimento dell’autorità, che prevede una pena fino ai tre mesi di arresto e l’ammenda fino a 206 euro.

Già nella mattinata di oggi sono scattate le prime denunce da parte delle autorità nei confronti di alcuni cittadini che hanno provato ad eludere i controlli. Nel territorio i carabinieri hanno denunciato due giovani di 20 e 25 anni che si stavano recando all’aeroporto Marconi di Bologna per prendere un aereo diretto a Madrid, violando così l’area interessata dalle misure per evitare la diffusione del virus. Durante un controllo stradale, alla richiesta di specificare il motivo per cui si trovavano fuori dalla loro provincia di residenza, i due giovani hanno risposto che stavano andando all’aeroporto per un viaggio di piacere. Entrambi sono stati denunciati.

Nel caso ci sia la necessità di spostarsi, è necessario infatti munirsi di autocertificazione. Il ministero dell’Interno ha predisposto un modulo scaricabile sul sito del Viminale, che va compilato ed esibito al momento del controllo. Inoltre, come recita il decreto, “la veridicità dell’autodichiarazione potrà essere verificata anche con successivi controlli”. Alle forze dell’ordine è raccomandato di ammonire il cittadino a dire la verità, ma nel caso in cui ci sia un riscontro negativo o sussistano dubbi sulla veridicità della dichiarazione è necessario procedere con la cattura. La norma è valida anche per chi viola la quarantena: per costoro infatti il decreto impone il “divieto assoluto di mobilità”.

FEDERICO CASANOVA

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