Domani il Carnevale di Ivrea, la storia e gli appuntamenti

Credit: storicocarnevaleivrea.it

Dopo le polemiche #metoo sfociate nella sostituzione del “Generale”, comincia domani, 20 febbraio, lo Storico Carnevale di Ivrea. Fino al 26 febbraio sono tanti gli appuntamenti tradizionali in programma, tra cui la presentazione della “Mugnaia”, il “Corteo storico”, e la “Battaglia delle Arance”. 

Le origini del Carnevale d’Ivrea si possono far risalire intorno al XVI secolo, quando la festa veniva gestita dai cinque differenti rioni della città, in rivalità fra loro. Oggi il Carnevale è una manifestazione civica popolare dal forte valore simbolico, durante la quale la comunità di Ivrea celebra la propria capacità di autodeterminazione ricordando un episodio di affrancamento dalla tirannide risalente al Medioevo, quando il popolo si sollevò contro il Marchese di Monferrato, che affamava la città. La ricorrenza più celebre del Carnevale è la “Battaglia delle arance”, che si svolge negli ultimi tre giorni nelle principali piazze cittadine e attira turisti da tutto il mondo. Il combattimento rievoca la rivolta medievale del popolo che rifiutò di sottostare allo ius primae noctis, ovvero il preteso diritto da parte del signore feudale, in occasione del matrimonio di un proprio servo della gleba, di sostituirsi al marito nella prima notte di nozze. 

Ma il Carnevale eporediese si caratterizza anche per il “Corteo Storico”, i cui personaggi traggono origine da diverse epoche. Vera protagonista è la “Vezzosa Mugnaia”, simbolo di libertà ed eroina della festa sin dalla sua prima apparizione nel 1858. Ad accompagnarla nel corteo il “Generale”, personaggio di origine napoleonica che guida il brillante “Stato Maggiore”. A seguire il “Sostituto Gran Cancelliere”, cerimoniere e rigido custode della tradizione, i giovanissimi “Abbà”, due per ognuno dei cinque rioni della città e il “Podestà”, rappresentante del potere cittadino. A scandire il Corteo un accompagnamento musicale, con le note delle pifferate dei “Pifferi e Tamburi”.

Articolo tratto dal magazine di Futura uscito il 5 febbraio 2020. Leggi il pdf qui

NADIA BOFFA

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