Flash mob di solidarietà contro la psicosi Coronavirus

“La prudenza è giusta e comprensibile, ma il panico è ingiustificato e non serve a nessuno. E il razzismo è assolutamente intollerabile”. Così Stefania Stafutti, docenti di Lingua e Letteratura cinese presso l’Università di Torino e direttrice, per parte italiana, dell’Istituto Confucio di UniTo, sintetizza il senso della manifestazione che giovedì 13 febbraio 2020 ha portato centinaia di persone in piazza Castello a Torino per portare solidarietà al popolo cinese e condannare gli episodi di razzismo e paura immotivata dei giorni scorsi.

L’Istituto Confucio dell’Università di Torino ha infatti organizzato la manifestazione “Isoliamo il virus, non la solidarietà” per denunciare la recente ondata di discriminazione nei confronti del popolo orientale dopo la diffusione del “2019-nCoV”. Al flash mob hanno partecipato numerose associazioni di scambio interculturale fra Italia e Cina, istituti in cui si possono conseguire certificazioni internazionali di lingua cinese e molti studenti torinesi. “L’Università di Torino e l’Istituto Confucio – ha spiegato Stafutti – hanno voluto dare un segno alla luce dei gravi fatti di razzismo di due giorni fa”. Mercoledì, infatti, una coppia di cinesi ha subito un’aggressione in zona Borgo Vittoria: due adolescenti, al grido di “Andate via, portate il cronavirus”, hanno colpito con una bottiglia di vetro le due vittime. L’episodio è stato condannato dalla Sindaca Chiara Appendino, che l’ha definito “intollerabile”.

CHIARA MANETTI

Video di MARTINA STEFANONI

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