“Sotto il cielo di Fred”, il contest per le giovani band emergenti

Fred Buscaglione
La locandina della sesta edizione di "Sotto il cielo di Fred"

Quando Fred Buscaglione morì in un incidente stradale, stava rientrando da una serata in un locale romano: la sua decappottabile lilla si schiantò contro un camion. Era il 3 febbraio 1960 e l’amico e collaboratore Leo Chiosso lo salutò con queste parole: “Canteremo da soli il tuo ricordo”.

La sua città gli ha dedicato un contest musicale, “Sotto il cielo di Fred”, per continuare a cantare in suo onore. Una gara dedicata all’artista torinese che raccontava storie ai margini della società ed era considerato elemento innovativo per il panorama musicale italiano di allora.

Il cantautore torinese Ferdinando Buscaglione, in arte Fred

Lo spiega Francesca Lonardelli, fondatrice e direttrice di “Sotto il cielo di Fred”: “Il concorso nasce nel 2010 in occasione dei 50 anni dalla sua morte: quest’anno ricorre il sessantenario, mentre il contest compie 20 anni”. Un doppio anniversario alla ricerca di giovani talenti musicali, per trovare la band del futuro. “Avevo letto una biografia che mi era piaciuta, parlava di questo personaggio che raccontava storie noire ispirate ai film americani degli anni ’40. Era un personaggio molto legato alla città, sapeva raccontarne gli aspetti più oscuri, ma l’arrangiamento dellee sue canzoni era allegro”.

Negli anni ‘10 del 2000 stava emergendo una nuova leva di cantautori, così “Ho voluto creare un contest che unisse questo modo di cantare e suonare ad un personaggio come Fred, dimenticato dalla sua città. Un aspetto che mi aveva affascinata erano i 10 anni di gavetta fatti prima di diventare famoso: non crediamo nel successo facile”.

Il contest, giunto alla sesta edizione e in programma dal 12 al 14 marzo all’Hiroshima Mon Amour, funziona così: le adesioni partono a settembre e gli artisti hanno due mesi di tempo per iscriversi sul sito web dell’evento. A novembre iniziano le selezioni da parte di due giurie: una tecnica, l’altra popolare che si esprime attraverso i like sulla pagina Facebook. Dei 12 semifinalisti scelti dalla giuria tecnica, uno è il favorito della giuria popolare. Gli artisti si esibiscono durante le prime due serate, giovedì e venerdì: “In quel caso il pubblico vale molto perché vota sul momento, live. La giuria tecnica compila una scheda tecnica: le due classifiche si sommano e passa chi ha accumulato più punti”. Dai 6 cantanti di ciascuna serata, ne passano due: in finale si presentano in 4: qui il voto è unicamente affidato alla giuria tecnica della serata, composta dai rappresentanti dei festival di tutta Italia: sono circa 70 persone. “Spesso il pubblico ha ribaltato il voto: si tratta del sentimento condiviso delle persone, è giusto che siano loro a decidere in semifinale”. Non è facile arrivare tra i 4 finalisti: come racconta Francesca, i concorrenti passano delle selezioni durissime: quest’anno sono stati 480 gli iscritti. “Se si vince o meno è relativo. Io consiglio di ascoltare tutti e 12 i finalisti, ma sul sito ci sono anche le schede di chi è stato escluso: il contest serve a dare visibilità anche a chi non ha raggiunto le fasi finali”.

Francesca sottolinea la differenza con i talent che siamo abituati a vedere in tv: “Mi piace dire che non abbiamo il merito di aver lanciato le band, ma di averle intercettate per primi. Lo Stato Sociale e gli Eugenio in Via di Gioia sono due ottimi esempi di chi è riuscito a sfruttare la vittoria: 3mila euro e un tour in dieci festival non è male, ma ci sono stati anche partecipanti che si sono lasciati cullare dalla vittoria senza aver investito nulla nella propria carriera. Lo Stato Sociale, che era conosciuto solamente a Bologna, usò i soldi per pagarsi le spese del primo album. Gli Eugenio, che non erano mai usciti da Torino, utilizzarono il tour per farsi molti contatti”. Lo raccontano proprio loro, che hanno trionfato nel 2014: “E’ stato il primo vero premio che abbiamo vinto”.

Ognuna delle tre serate avrà un ospite diverso: il 12 marzo saliranno sul palco i Siberia, il 13 marzo invece sarà la volta dell’attrice e cantante Margherita Vicario. Lo special guest della finale sarà il cantautore romano Fulminacci. Che serata, anzi, che notte. Proprio come cantava Fred: “Che nebbia, che botte, che baci, che cotte, ragazzi! Che notte quella notte!”

CHIARA MANETTI

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