Bottom up!, 13 progetti che vogliono trasformare Torino dal basso

Il cortile della Casa del Quartiere di San Salvario, il progetto di "Stiamo Freschi" (Immagine di repertorio)

“Contribuiamo con l’architettura a recuperare spazi e piazze abbandonate”. Per Massimo Giuntoli, presidente dell’Ordine Architetti Torino, il senso di  Bottom Up! si ritrova in queste parole. Il bando, a cui hanno partecipato 48 progetti – 34 rivolti a spazi pubblici, mentre 14 a spazi privati – punta a promuovere idee che hanno l’obiettivo di riqualificare aree in disuso della città: si tratta di trasformazioni di spazi, aree verdi e luoghi culturali che attraversano tutta Torino, da Villaretto a Mirafiori Sud, con una particolare concentrazione nella circoscrizione 6. ” I budget delle proposte, in media, si assestano tra i 30 e i 50 mila euro”, ha spiegato Eleonora Gerbotto, direttrice della Fondazione per l’Architettura di Torino.  

Questa mattina, giovedì 6 febbraio, all’Ostello Combo di Porta Palazzo – inaugurato qualche settimana fa e nato da un ex caserma dei Vigili del Fuoco – sono stati presentati i tredici vincitori del bando. Ora gli autori delle proposte dovranno partecipare a un percorso formativo e, il 1° aprile, al lancio delle campagne di crowdfunding a sostegno delle singole proposte che resteranno aperte fino al 10 maggio, ultimo giorno del Festival dell’Architettura  (inizierà il 1 maggio).

“Il Politecnico è al vostro fianco: ci sono nostri ex studenti che hanno partecipato ai progetti – ha spiegato il rettore del Politecnico Guido Saracco -. Vogliamo attivare accordi e convenzioni con l’Ordine degli Architetti per progetti di tirocinio e di internazionalizzazione, soprattutto verso la Cina, un paese con pochi architetti ma dove si costruisce tantissimo”.

“Vediamo con favore lo sviluppo concreto di iniziative come queste. Il segretario generale del Comune di Torino ha fatto parte della giuria: ha verificato la fattibilità dei progetti”, ha affermato invece l’assessore comunale all’Urbanistica Antonio Iaria.

Tra le eccellenze individuate dalla giuria del bando c’è anche una scuola valida e innovativa dal punto di vista didattico, dove i bambini hanno voglia di imparare, situata in un edificio che risale agli anni ’70, costruito degli architetti De Rossi e Ceretti. La scuola infanzia Chagall del quartiere Aurora ha un giardino abbandonato. “Cortile Mondo, la natura si fa scuola” – uno dei tredici progetti vincitori – mira a recuperare lo spazio verde e a trasformarlo in luogo di confronto e integrazione. “Parliamo di una scuola che ha il 98% di bambini stranieri e che si trova in un quartiere caratteristico e vivace come Aurora“, ha spiegato l’architetto Mariolina Monge, referente del progetto. “Vogliamo trasformare il giardino in un laboratorio didattico all’aperto che possa rendere i bambini partecipi ad attività di ascolto. Contiamo anche sull’aiuto dell’associazione dei genitori, che ha partecipato con entusiasmo alla stesura del progetto”, ha aggiunto Monge.

I progetti vincitori, le immagini

RICCARDO PIERONI

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