Scienza e comunicazione, l’esperienza di Eni

È questa la premessa per una buona comunicazione secondo Luca Longo, responsabile della comunicazione scientifica dell’Eni, che ha tenuto una lezione agli studenti del Master in giornalismo lo scorso 16 dicembre. Longo è un chimico industriale specializzato in chimica teorica. Si occupa di calcolo scientifico da 30 anni. Lavora nella ricerca di nuove tecnologie per l’energia.

Ma cosa hanno in comune ricerca scientifica e giornalismo?

Longo durante la lezione ha individuato alcuni punti in comune tra giornalismo e scienza, e in particolare si è soffermato su cinque:

Analisi delle fonti: Tanto nella ricerca scientifica che nel giornalismo è fondamentale la verifica delle fonti.
Networking: Bisogna conoscere l’ambiente in cui si vive e lavora con attenzione particolare ai media autorevoli e specializzati, seguire workshop e riferirsi a ordini ed albi professionali.
Autorevolezza: I giornalisti e i divulgatori scientifici non possono sottovalutare la percezione del loro prestigio da parte della comunità, che concorre alla validazione del proprio lavoro
Efficacia: Quando si parla di comunicazione è importante tenere presente che ci si rivolge a un pubblico eterogeneo, non per forza composto da specialisti. La ricerca anche divulgativa, indirizzata a pubblici eterogenei, uscire dalla cerchia degli specialisti
Fake news: Notizie false o imprecise sono sempre esistite nella storia della comunicazione scientifica e nel giornalismo.

Nella storia della scienza l’atteggiamento della ricerca è sempre stato quello di sottovalutare il pubblico, la scienza è esatta, immutabile e non deve preoccuparsi di farsi capire dalla gente. Nell’era di Internet invece bisogna sforzarsi di interagire con il pubblico, capendone le competenze e adeguando il linguaggio. Si è verificato un cambiamento di prospettiva: dal Public understanding of Science al Scientists understanding of the public.

Il dibattito pubblico è sempre più polarizzato e la comunicazione disintermediata. La condivisione dei contenuti è superficiale e raramente ci si ferma a verificare le fonti. Nell’era di internet si creano spesso echo chambers, camere dell’eco, ovvero quei luoghi dove grazie agli algoritmi sei social le persone si trovano a contatto con idee o concetti affini ai propri e quindi si annulla il senso critico e il dubbio sulle proprie credenze. Si creano, inoltre, le flame wars, messaggi deliberatamente ostili e opprimenti, inviati da un utente della comunità verso un altro individuo specifico, è un atto paragonabile a una “rissa virtuale”.

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Nella seconda parte della sua lezione Longo ha illustrato alcuni dei progetti su cui Eni si sta concentrando. La mission si ispira agli obiettivi dell’agenda 2030 delle Nazioni Unite per contribuire allo sviluppo globale , promuovere il benessere umano e proteggere l’ambiente.

Sono quattro le tematiche principali sulle quali Eni sta focalizzando i suoi interventi: solare, moto ondoso, biomasse e ambiente.

Giovani giornalisti al lavoro.

La terza parte della lezione è stata dedicata a mettere in pratica le nozioni presentate dal tutor. Gli studenti del Master a coppie hanno impostato dei progetti (storie su Instagram, post di Facebook, infografiche e articoli) per comunicare efficacemente i risultati delle ricerche Eni. Eccone alcuni:

Ipotesi di post su Facebook per il progetto di phytoremediation e phytomining

2. Time line per descrivere il percorso di sviluppo dei pannelli fotovoltaici Lsc

FRANCESCA SORRENTINO
VALERIA TUBEROSI

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