Donazioni di sangue: Torino è autosufficiente

Le voci dei giovani donatori di sangue di fronte all’Università degli Studi di Torino e il punto della situazione in città con il direttore sanitario dell’Avis Intercomunale “Arnaldo Colombo” Roberto Ravera: non solo Torino è autosufficiente ma contribuisce alla redistribuzione verso altre regioni.

L’autoemoteca a Palazzo Lascaris

L’autoemoteca dell’Avis a Palazzo Lascaris

L’Avis Intercomunale ha fatto tappa per la prima volta oggi, 17 dicembre, nel cortile di Palazzo Lascaris: “Aprirci alle istituzioni è per noi molto importante”, ha commentato il presidente Bruno Piazza. “Siamo autosufficienti per quanto riguarda le donazioni di sangue, ma c’è un aspetto su cui possiamo migliorare, quello dei prelievi di plasma: è il prelievo del futuro, perché da esso si ricavano i cosiddetti plasmaderivati, che sono medicine e vaccini”.

Il presidente della Regione Alberto Cirio ha evidenziato due caratteristiche del dono del sangue: “Un primo grande pregio è l’anonimato, il donare in silenzio; il secondo è che quando doni non sai a chi andrà quel sangue. Ciascuno di noi lo farebbe per un figlio o per la propria madre, ma farlo senza conoscere il destinatario è un gesto di esempio al di là della solidarietà”.

Il consigliere regionale Fabio Carosso

C’è anche chi, come il consigliere Fabio Carosso, ha deciso di avviare le pratiche per diventare donatore: “Da tanti anni avevo in mente di farlo, ma per questione di tempi non ne ho avuto la possibilità. Lo ritengo importante perché di sangue c’è sempre necessità, non è mai troppo; inoltre in famiglia mio nonno na ha avuto tanto bisogno: se posso restituire un po’ di quello che abbiamo avuto, lo faccio volentieri”.

ADRIANA RICCOMAGNO

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