Fiom Cgil a convegno sul futuro del lavoro: i dipendenti Fca hanno paura

Ci vuole un certo fegato per affrontare il tema del futuro dell’automobile all’indomani della nuova doccia fredda arrivata con i dati Istat sulla produzione industriale sul mese di aprile: in un contesto generale negativo (-0,7%), l’automotive ha un vero tracollo, segnando un -17,1% sul 2018. Dai dati sul primo trimestre 2019 di Unioncamere Piemonte, sempre di ieri, è confermata la difficoltà del comparto dei trasporti, che affligge soprattutto Torino.

Il coraggio però non sembra mancare alla Fiom Cgil, che continua a battersi per i lavoratori dell’industria metalmeccanica. Oggi, 11 giugno, alla Fabbrica delle E, alla presenza del segretario generale Cgil Maurizio Landini e della segretaria generale Fiom Francesca Re David, si è tenuto il convegno nazionale del sindacato “Per il futuro dell’auto”, in cui si presenta la ricerca su Fca, Cnhi e Magneti Marelli, in collaborazione con la Fondazione Sabattini: l’inchiesta “Il mestiere dell’auto“, che ha coinvolto quasi 10mila lavoratori, è una delle più significative condotte in Italia negli ultimi decenni, e la più ampia realizzata nel settore.

Dall’analisi, che si è concentrata in particolare sulle condizioni di lavoro in relazione all’applicazione del World Class Manufacturing (Wcm) e del sistema di progettazione ergonomica del lavoro Ergo-Uas, risultano alcuni dati positivi ma soprattutto criticità. Nel complesso emerge che il 60% dei dipendenti del gruppo considera le condizioni di lavoro invariate. I principali fattori migliorativi individuati  tra coloro che hanno indicato un miglioramento delle condizioni (12%), la maggiore attenzione alla sicurezza, il miglioramento di fattori ergonomici, il minor carico di lavoro e il fatto di non lavorare più in linea. I principali fattori peggiorativi individuati tra coloro che hanno notato un peggioramento delle condizioni (28%), maggior carico di lavoro, peggiore organizzazione del lavoro, peggioramento dei fattori ergonomici e del rapporto con i responsabili.

“A Mirafiori e Grugliasco i ritmi di lavoro sono indicati come la seconda causa del peggioramento delle condizioni di lavoro (51% e 45%) e il carico di lavoro è individuato come causa di peggioramento delle condizioni da una percentuale molto alta di intervistati”, ha affermato il ricercatore Matteo Rinaldini.

I lavoratori intervistati si sono dichiarati impauriti e in competizione.

Il segretario provinciale di Fiom Edi Lazzi inquadra così la situazione dell’automotive a Torino, ed esprime interesse per la notizia della riapertura delle trattative fra Fca e Renault:

Landini e Re David hanno lamentato la mancanza di rapporti con il Governo, in particolare sul tema della trattativa fra Fca e Renault, e invocato l’apertura di un tavolo.

ADRIANA RICCOMAGNO

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