Sciopero venerdì 14 giugno dei sindacati autonomi metalmeccanici contro il governo

Il segretario Roberto Di Maulo della Fismic metalmeccanici

Venerdì 14 giugno sarà sciopero generale dei metalmeccanici indetto dalla Fismic (sindacato autonomo metalmeccanici e industrie collegate) e dalla Fali (Federazione Autonoma Lavoratori Indipendenti). Per illustrare le ragioni dello sciopero, dare un segnale al governo gialloverde, il segretario generale Fismic Roberto Di Maulo ha incontrato lavoratori e giornalisti questa mattina, 4 giugno, presso La Polisportiva La Concordia.

“Il nostro Paese – denuncia Di Maulo – è in una fase di pericolosa stagnazione economica, sociale ed occupazionale. Bisogna che i lavoratori contino di più per evitare situazioni come quelle della Pernigotti, di Mercatone Uno e la triste vicenda della Whirpool. Da parte di questo governo non c’è una idea di come favorire l’occupazione soprattutto giovanile. Le tasse sono troppo alte. La Flat Tax rischia di creare ulteriori ingiustizie sociali”.

Le altre ragioni dello sciopero

Sul volantino distribuito in mattinata sono elencate le altre ragioni dello sciopero. Si legge: “Sono in continua crescita l’utilizzo degli ammortizzatori sociali e la chiusura di aziende. Sono fermi gli investimenti pubblici e privati con gravi ripercussioni sul manifatturiero e sull’edilizia. Diminuisce il potere di acquisto dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Non si intravede nessun intervento a sostegno delle famiglie. Vengono ridotti i finanziamenti per lo Stato Sociale. Mancano le risorse per il rinnovo dei contratti dei lavoratori del pubblico impiego. Sono stati tagliati i fondi per la sicurezza e la salute nei luoghi di lavoro, e quelli per l’alternanza scuola/lavoro. Sono stati ridotti i finanziamenti alle imprese per l’Industria 4.0 e per l’innovazione tecnologica”.

I lavoratori metalmeccanici all’incontro con Roberto Di Maulo

“L’accordo Fiat-Chrysler Renault-Nissan può favorire il Piemonte”

Il segretario Di Maulo accoglie favorevolmente un possibile accordo tra Fiat-Chrysler e Renault-Nissan. Ma non si sbilancia sui suoi effetti per il Piemonte: “In linea di principio mi sembra che ciascuno possa ricavarne effetti positivi. Sarà positivo per l’industria ma soprattutto positivo per l’occupazione. Perché ci sono margini affinché il Piemonte possa anticipare la partenza della Cinquecento elettrica, perché può disporre di una tecnologia che Renault e Nissan già hanno e può soprattutto beneficiare della rete commerciale di Renault e Nissan per i prodotti di lusso. Il Piemonte può ricevere un afflusso importante di nuovo lavoro”.

“Il governo stia alla larga dall’accordo”

La Fismic non condivide le posizioni del leader Cgil Maurizio Landini, ed è di parere opposto rispetto all’ingresso del governo nel possibile accordo.

“Il governo è meglio che se ne stia ben lontano – avverte Di Maulo – soprattutto dopo la triste vicenda di ecobonus e ecotassa. Noi pensiamo che i sindacati francesi e italiani, insieme, possano promuovere una operazione innovativa per tutta Europa, ovverosia la presenza dei lavoratori in un Comitato di sorveglianza o nel Consiglio di Amministrazione affinché la voce dei lavoratori possa essere espressa e affinché i lavoratori possano sapere in anticipo quello che si sta cucinando nei piani alti. L’articolo 46 della Costituzione italiana prevede questa possibilità, non è stata mai fatta una legge attuativa noi crediamo che questa sia una buona occasione per far contare di più i lavoratori”.

NICOLA TEOFILO

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