Dolore alla spalla, da Leonardo alla realtà aumentata per curare l’articolazione

Tutte le articolazioni sono complicate da curare, ma alcune sono più complicate di altre. Oggi 29 maggio all’Unione Industriale di Torino si è tenuto un incontro – per la serie “gli appuntamenti del mercoledì” – dedicato alle problematiche legate alla spalla che duole.
“La spalla consente movimenti di flessione e di estensione, di adduzione e abduzione – spiega il radiologo interventista Giancarlo Sarnelli – Tutte le altre articolazioni, come quella del ginocchio, dell’anca o delle caviglie, consentono un movimento più limitato e, soprattutto, sostengono un peso. La spalla, invece, no”.
Le articolazioni mettono in contatto due ossa o gruppi di ossa, e ne consentono il movimento. Senza le articolazioni, non riusciremo a muoverci e nemmeno a stare fermi o seduti. Senza le spalle potremmo camminare, stare seduti, dormire, e sicuramente si potrebbe sopravvivere, ma non riusciremmo ad afferrare gli oggetti, a guidare, a scrivere al computer. Ad agire. O, come pensava Leonardo, ad essere liberi.

“Leonardo Da Vinci ha dedicato molti dei suoi studi alla spalla. Ne studiava le affinità e differenze con le articolazioni degli uccelli, ne analizzava gli incastri tra i gruppi ossei e muscolari”, racconta il dott. Francesco Scaroina. “Anche altri artisti come Degas sono rimasti affascinati dalla spalla. Non è un caso che nell’iconografia il mendicante, l’infermo, sia spesso ritratto con una benda attorno al braccio” conclude.

I dolori alla spalla, traumatici e non, sono in aumento negli anni e la percentuale di riuscita degli interventi chirurgici non assicura la cura della patologia. Secondo dati della European Shoulder Associates, il trattamento artroscopico al di sotto dei 20 anni di età vede una percentuale di insuccesso intorno al 15%. “C’è solitamente un iter per le patologie alla spalla – continua il dott. Sarnelli – Prima la somministrazione di antidolorifici dal medico curante, poi la visita fisioterapica, poi il radiologo interventista e, infine, il chirurgo”.

Le ultime ricerche stanno però portando a terapie meno invasive, di contenimento, che non comportino interventi chirurgici. Come la diatermia, ad esempio. “È una terapia che oggi va molto di moda, soprattutto tra i fisioterapisti”, spiega il dott. Sergio Rigardo, specialista in medica fisica e riabilitazione. La diatermia funziona mediante un aumento di temperatura prodotto in alcune parti del corpo attraverso una localizzata somministrazione di onde magnetiche.

“Le tecniche alternative che vengono studiate per curare le patologie alla spalla aumentano ogni anno – continua il dott. Rigardo – Si utilizza anche la realtà aumentata. Il paziente è inserito in un ambiente simulato e il fisioterapista lo rieduca nei movimenti. Durante il trattamento, viene continuamente monitorato e i dati vengono raccolti e analizzati per feedback continui. L’evoluzione tecnologica aiuterà in misura sempre maggiore le patologie alla spalla”, conclude Rigardo.

Lo psicanalista Jacques Lacan diceva che ogni epoca ha le proprie patologie. Nella prima metà del ‘900, con le guerre e i totalitarismi, era la paranoia, mentre nella seconda metà era il tempo della schizofrenia. Oggi, forse, anche delle artrosi della spalla.

MARCO ZAVANESE

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