Tra musica, cibo e arte: gli appuntamenti a Torino di questo mese

Machine Learning
I computer posso fare tutto, o quasi. Basta fornirgli le giuste istruzioni. Ma se potessero imparare da sole? Questo è il Machine Learing, una branca dell’intelligenza artificiale che oggi sta riscontrando parecchi apprezzamenti. Unisce la statistica computazionale, il riconoscimento di pattern, i filtraggi adattivi per creare una vera e propria rete neurale artificiale. Appuntamento da non perdere per esperti, appassionati e curiosi. Al centro del seminario le macchine a guida autonoma, le terapie personalizzate e gli assistenti personali. Toolbox Coworking, giovedì 16 maggio, dalle 18:30

Concerto di Primavera
Tra il 1773 e il 1791 W.A. Mozart compose la bellezza di ventiquattro grandi Concerti per pianoforte e orchestra. Uno dei più famosi, e apprezzato anche da Beethoven, è il Concerto in la maggiore K. 488. E’ caratterizzato da una speciale brillantezza e vivacità strumentale, ma presenta anche tratti intimamente poetici e preziosi, distribuiti in modo equilibrato, con rara fusione, tra solista e orchestra. Perfetto per le prime sere profumate di primavera nella romantica Piazza Bodoni. A seguire, la Sinfonia n. 100 “Militare” di Franz Joseph Haydn.  Conservatorio G.Verdi, sabato 18 maggio, ore 21:00

Questo non è un ritratto
L’arte contemporanea è stata spesso macchiata di essere troppo ermetica, e di nicchia. Pregiudizi che ne hanno minato l’accessibilità a pubblici che potrebbero apprezzarla per la sua vera natura. Da queste convinzioni nasce l’iniziativa “Domenica per Famiglie “della Fondazione Re Rebaudengo, che avvicina l’arte ai bambini dai quattro ai dodici anni attraverso laboratori interdisciplinari da partecipare assieme ai genitori. Non solo una maniera per una giornata insieme, ma soprattutto un approccio all’arte totalmente innovativo che vede i fruitori al centro del percorso artistico. Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, domenica 19 maggio

Quattro zampe in fiera
Adottare un animale è un compito di grande responsabilità. E’ un percorso di crescita e formazione reciproca, un rapporto tra due lingue molto diverse. Per questo sono fondamentali i momenti di confronto. L’evento di due giorni totalmente gratuito permetterà di scoprire segreti e curiosità dei nostri amici più fidati, ma sarà anche occasione di show, sfilate di bellezza e attività di agility. Per la prima volta Quattrozampe in fiera arriverà a Torino. Occasione irripetibile e aperta, ovviamente, anche ai nostri animali. Oval Lingotto fiere, 25 e 26 maggio

Abbinamento cibo-vino
Mangiare e bere bene sono due piaceri della vita. Ma insieme? Non è sempre facile trovare il vino dalla acidità giusta per sublimare un ingrediente del piatto, così come non sempre un arrosto riesce ad esaltare un ottimo barolo. Per questo, esistono tecniche, ricerche, ma soprattutto consigli. Come quelli che danno da Let’s Kuk: nel Palazzo Valperga Galleani si abbinerà del vitello tonnato a una Vespolina Colline Novaresi Doc 2018 Santo Stefano e dei panzerotti al taleggio con insalata di pere a un Montefalco Rosso Doc 2014 Colpetrone. Il corso, tenuto da professionisti dell’alta ristorazione, fornirà le basi per la comprensione dei fondamentali che regolano l’abbinamento tra il cibo e il vino. Let’s Kuk, via Alfieri 6, venerdì 24 maggio, ore 20:00.

Il ritorno dei Cockney Rejects
ll genere musicale street punk – chiamato anche Oi! – affonda le radici nel punk britannico anni settanta, ma presenta alcune caratteristiche proprie rispetto al classico punk rock. Le basi ritmiche spesso riprendono veri cori da stadio e le tematiche si caratterizzano su un impegno socio-economico giovanile, senza un preciso schieramento politico. I Cockney Rejects rappresentano una delle band principali e si esibiranno in data unica a Torino per tutti gli appassionati del genere. Si pensi che il nome Oi! Deriva dall’urlo del batterista dei Cockeny.  Hiroshima mon amour, Torino, venerdì 24 maggio.

L’italiana in Algeri
Una signora milanese, Antonietta Frapolli, venne rapita nel 1805 e portata alla corte del Bey di Algeri, Mustafà-ibn-Ibrahim. Questo fatto di cronaca venne ripreso dal ventunenne Gioachino Rossini che ne fece un melodramma di grande successo. Per la perfetta commistione fra sentimentale, buffo e serio, l’opera venne definita da Stendhal come “la perfezione del genere buffo”. Oggi, in un periodo dove il rapporto con le altre culture è forse ancora più sensibile, Vittorio Borrelli la riporta a Torino. Teatro Regio, dal 22 al 28 maggio.

MARCO ZAVANESE

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