Salone del libro, Chiamparino e Appendino denunciano l’editore Altaforte

Dopo giorni di polemiche alla vigilia del Salone del Libro di Torino, in programma dal 9 al 13 maggio, il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino e la sindaca Chiara Appendino hanno denunciato la casa editrice Altaforte per apologia del fascismo. Ma ecco in sintesi che cosa ha preceduto questa decisione.

Il fattore scatenante

La pietra dello scandalo è stato la notizia della partecipazione al Salone, con uno stand, di Altaforte, casa editrice vicina al partito di matrice neofascista CasaPound, che ha pubblicato il libro-intervista della giornalista Chiara Giannini al vice premier Matteo Salvini “Io sono Matteo Salvini”, in uscita il 9 maggio.

L’editore Francesco Polacchi ha soffiato sul fuoco durante un’intervista concessa al programma di Radio24 La Zanzara: “Sono un militante di Casapound, anzi il Coordinatore regionale della Lombardia. E sono fascista, sì. Lo dico senza problemi”, ha dichiarato. E poi: “L’antifascismo è il vero male di questo Paese”. Da qui una serie di reazioni.

Le dimissioni di Raimo, le risposte del Salone

Per prime sono arrivate le dimissioni dello scrittore Christian Raimo, consulente del direttore Nicola Lagioia, a seguito di un post su Facebook, poi cancellato, in cui in cui definiva “neofascisti e razzisti” alcuni editori e giornalisti, e scriveva  inoltre: “Le idee neofasciste, sovraniste sono la base per l’ideologia della forza maggioritaria di governo”. In realtà, come sottolineato in un post su Facebook dal direttore del Salone Nicola Lagioia, non è nel programma ufficiale una presentazione del libro su Salvini: “Siamo antifascisti anche perché crediamo nella democrazia. Il Salone del Libro prevede ai suoi vertici una pluralità di soggetti, e dunque – ferma la nostra autonomia e indipendenza editoriale sul programma – qualunque decisione verrà presa sia io che il comitato editoriale la faremo nostra”, ha precisato.

La risposta del Comitato di indirizzo del Salone è arrivata con una nota pubblicata sulla pagina Facebook della manifestazione, in cui si legge fra l’altro: “Il Comitato di indirizzo del Salone del Libro ribadisce pertanto la propria assoluta indipendenza nella totale adesione ai principi di democrazia enunciati dalla Costituzione, auspicando la partecipazione di tutti al Salone che sempre più si vuole affermare come luogo istituzionalmente aperto al dibattito e al confronto.”

Nel primo pomeriggio di oggi, martedì 7 maggio, Lagioia è nuovamente intervenuto tramite Facebook, con un post che si conclude così: “Questa esperienza deve unirci, non dividerci. Deve farlo in nome di un bene superiore, e deve invitarci a tirare fuori – nei toni, nelle prese di posizione – la nostra parte migliore. Rispettiamo chi per evidenziare i problemi di cui sopra si è allontanato temporaneamente da quella che com’è ovvio è casa sua, e abbracciamo chi ha deciso, com’è più che mai ora necessario, di abitare con convinzione adesso quella stessa casa per farla durare, e darle spazio e vita. Adesso facciamo parlare il Salone. Buon Salone del Libro. A nome del Salone Internazionale del Libro di Torino”.

Le defezioni a catena

Solidarietà a Raimo è immediatamente arrivata dal collettivo bolognese Wu Ming, che ha dato il via alle defezioni con un post sul blog Giap intitolato Gomito a gomito coi neofascisti? Mai. Ovvero: perché non andremo al #SalonedelLibro di #Torino.

Dopo Wu Ming, anche lo storico Carlo Ginzburg, Zerocalcare, la presidente nazionale dell’Anpi Carla Nespolo, Giovani Genitori e molti altri, fra cui il Museo Statale di Auschwitz-Birkenau, hanno manifestato la loro intenzione di boicottare il Salone.

Chi ci andrà

Di opinione diversa la scrittrice Michela Murgia, che sarà a Torino sabato: in un post che è stato condiviso oltre 4600 volte ha invitato i partecipanti a portare con sé un libro emblematico dell’antifascismo.

Pure su Twitter impazza l’hashtag lanciato dalla scrittrice, #iovadoaTorino. L’ha usato per chiarire la sua posizione anche la sindaca Chiara Appendino:

Per poi passare, nella giornata di oggi, 7 maggio, alla denuncia dell’editore pietra dello scandalo.

Aggiornamento di giovedì 9 maggio, ore 8.30:
Alla vigilia dell’inaugurazione, nella tarda serata di ieri, mercoledì 8 maggio, la svolta: Altaforte fuori dal Salone del Libro: l’esclusione decisa da Comune e Regione.

ADRIANA RICCOMAGNO

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