Al via Fair Play, la nuova stagione del Teatro Stabile di Torino

“Una bambina un po’ triste, pugile, dall’espressione adulta e dai guantoni sproporzionati . Chi è il suo avversario?” Valerio Binasco parte da un’immagine. Dall’immagine: quella della locandina che inaugura la stagione 2019-20 del Teatro Stabile di Torino, intitolata Fairplay.

Il direttore artistico spiega il significato di questa nuova raccolta d’incontri: “Io ci vedo quattro messaggi più uno”, dice. Il più uno è l’immagine stessa, la bambina pugile che altro non è che l’anima dentro a tutti gli artisti e a chi come loro ama l’arte. Poi c’è la parola Fair Play, la boxe, i guantoni indossati da una bambina e gli occhi di questa piccola creatura. “Perché il rito del teatro è un gioco leale, pieno di gentilezza – continua Binasco – e il Fair Play rende arte anche uno sport fatto di sangue e sudore come la boxe. I guantoni li indossiamo quando saliamo sul palco e ci rialziamo dopo un KO. Gli occhi della bambina sono tristi perché ci siamo dimenticati di lei, mentre insieme potremmo fare cose meravigliose”.

E la nuova stagione del Teatro Stabile si conferma ricca di proposte meravigliose: 74 titoli programmati in sede e in tournée – di cui 17 produzioni -, 38 spettacoli ospiti e 19 allestimenti per Torinodanza, il festival che esplora il mondo attraverso le visioni e le sensibilità dei coreografi del nuovo Millennio, rappresentato in sala da Anna Cremonini, la direttrice artistica.

Tra gli spettacoli in programma per la nuova stagione, “Se questo è un uomo”, diretto e interpretato da Valter Malosti, “Mistero Buffo”, con la regia di Eugenio Allegri, “I giganti della montagna” diretto e interpretato da Gabriele Lavia e “Misery”, tratto dal romanzo di Stephen King e interpretato da Filippo Dini e Arianna Scommegna. L’impegno del Teatro Stabile si riconferma internazionale, con la messa in scena di “Zio Vanja” affidata a Kriszta Székely, regista residente al Teatro Katona di Budapest alla direzione del suo primo spettacolo in Italia.

“Siamo un’eccellenza europea e offriamo un’ampia offerta in grado di soddisfare il pubblico del teatro, che è un pubblico variegato” dice fiero Lamberto Vallarino Gancia, Presidente del Teatro Stabile. “È importante che il teatro sia una realtà sempre più aperta, accessibile a tutti” aggiunge Gancia riferendosi all’iniziativa “Un posto per tutti”, promossa dalla Fondazione Crt, che garantisce l’abbattimento di barriere di accesso permettendo alle fasce svantaggiate di assistere agli spettacoli in programma: anche quest’anno sono stati messi a disposizione 1000 abbonamenti gratuiti.

Come nelle ultime due stagioni, il Teatro rimarrà aperto fino alla fine di luglio con due debutti all’insegna del progetto “Prato inglese“, che quest’anno prevede le messe in scena di “Otello” e “La bisbetica domata”. Ad inaugurare la nuova stagione dello Stabile sarà la commedia “Rumori fuori scena” di Michael Frayn che segna il ritorno in scena di Valerio Binasco.

“Il nostro Teatro è una fabbrica di spettacolo a ciclo continuo – spiega Filippo Fonsatti, Direttore del Teatro Stabile di Torino e del Teatro Nazionale – e in una società globale come la nostra, nella quale le divergenze di opinione vengono spesso stroncate con giudizi affrettati, riteniamo che il Teatro debba preservare il confronto all’insegna della correttezza etica”. In un mondo frenetico e incline allo scontro, il teatro si propone dunque come una soluzione, un modo per imparare i valori fondamentali della comunità e giocare con un po’ di fair play.

CHIARA MANETTI

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