Risorse per saperne di più sulla Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa

Credits: Reporters Without Borders

La Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa si celebra tutti gli anni il 3 maggio: lo hanno stabilito le Nazioni Unite nel 1993, in base a una raccomandazione della Conferenza Generale Unesco; il tema di quest’anno è Media for Democracy: Journalism and Elections in Times of Disinformation.

I giornalisti sono i cosiddetti “cani da guardia del potere”: il giornalismo è un servizio pubblico e fa parte dei principi cardine della democrazia.

Ogni individuo ha diritto alla libertà di opinione e di espressione incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo e senza riguardo a frontiere.

Dichiarazione universale dei diritti umani, articolo 19

La libertà di stampa dà la possibilità ai cittadini di “controllare” l’operato di chi il potere lo detiene; una posizione tanto nobile quanto scomoda. Sottolinea Valigia Blu in un post su Facebook: “Come ha documentato l’International Federation of Journalists (IFJ), nel 2018 sono stati uccisi, durante il proprio lavoro, almeno 95 giornalisti. Un numero superiore a quello del 2017. Il Paese con il più alto numero di giornalisti uccisi rimane l’Afghanistan.”

Solo due settimane fa è stata uccisa in Irlanda la giovane promessa del giornalismo Lyra McKee

Da leggere

Stamattina la Bbc ha pubblicato in 42 lingue l’articolo Caruana Galizia murder: Fighting for justice for my murdered mother di Matthew Caruana Galizia, figlio della giornalista maltese uccisa nel 2017 a Malta.

Nei giorni scorsi Maria Ressa, giornalista filippina a capo del sito di news Rappler recentemente nuovamente arrestata e rilasciata su cauzione, ha rilasciato un’intervista a Democracy Now sul tema della libertà di stampa: Despite Two Recent Arrests, Filipina Journalist Maria Ressa Continues to Speak Out for Press Freedom

Nyt: stop al paywall per tre giorni

“We’ve taken down our paywall so you can see the value of independent journalism”, recita il banner in basso sulla pagina del sito del quotidiano statunitense: il New York Times ha infatti “spento” per tre giorni, fino al 5 maggio, il sistema di pagamento. “As we mark World Press Freedom Day, our international editor asks each of us to imagine what would happen around the world if journalists, and the public, were not watching”: nella Giornata Mondiale per la Libertà di Stampa, scrive il giornale, il nostro editore internazionale chiede a ciascuno di noi di immaginare cosa succederebbe nel mondo se i giornalisti e il pubblico non stessero guardando.

Il rapporto di Reporter senza frontiere

Quanto emerge dal rapporto di Reporter senza frontiere (Rsf) sulla libertà di stampa pubblicato ad aprile è che solo un quarto dei 180 Paesi presi in considerazione è in una situazione complessivamente positiva. I primi tre posti della classifica sono occupati da Paesi del nord d’Europa: Norvegia, Finlandia e Svezia. Fra i Paesi europei, l’Ungheria di Orbán si classifica in posizione 87, perdendone ben 14. In calo anche gli Stati Uniti e il Brasile di Bolsonaro, in centocinquesima posizione. Russia e Turchia si collocano nelle posizioni numero 149 e 157. Chiudono la classifica Sudan (175), Vietnam (176), Cina (177), Eritrea (178), Corea del Nord (179), Turkmenistan (180).

L’appello per Assange

Nei giorni scorsi Reporter senza frontiere ha lanciato un appello a seguito dell’arresto del fondatore di Wikileaks Julian Assange, a “privilegiare i principi della libertà di espressione e di protezione del ruolo del giornalismo, comprese le fonti giornalistiche, nel trattamento di Julian Assange, in conformità con la legge del Regno Unito e gli obblighi internazionali in materia di diritti umani del Regno Unito. Ad esempio, il Regno Unito dovrebbe astenersi dal soddisfare le richieste di estradizione di Assange agli Stati Uniti per punire le sue attività legate al giornalismo.”

Il Regno Unito e gli Stati Uniti occupano rispettivamente la quarantesima e la quarantacinquesima posizione nella classifica 2018 della libertà di stampa di Rsf.

La situazione in Italia

In Italia la libertà di pensiero e di stampa è riconosciuta e tutelata dalla Costituzione, che ai primi capoversi dell’articolo 21 recita:

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.

Nel rapporto di Rsf, l’Italia sale di tre posizioni, dalla 46 alla numero 43: una ventina di giornalisti sono sotto protezione. L’organizzazione sottolinea inoltre come alcuni membri del  Movimento 5 Stelle non abbiano esitato a definire “sciacalli” e “puttane” i professionisti dell’informazione.

Nel Rapporto sulla libertà di espressione 2018 pubblicato da poche ore in occasione della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa, il Consiglio d’Europa evidenziato come il vicepresidente del Consiglio e leader del Movimento 5 stelle Luigi Di Maio abbia esercitato pressioni finanziarie sui media per limitare la libertà di stampa in Italia. “In Italia, il vice primo ministro e leader del Movimento 5 Stelle ha chiesto alle imprese detenute dallo Stato di smettere di fare pubblicità sui giornali e ha annunciato piani per una riduzione dei contributi pubblici indiretti ai media nella legge di bilancio 2019”, si legge nel documento. Il Consiglio d’Europa non manca di ricordare il post sui social media pubblicato dal vice premier nel novembre dello scorso anno, che “conteneva linguaggio insultante contro giornalisti italiani e chiedeva nuove restrizioni legali sugli editori”: lo stesso cui aveva fatto riferimento Reporter senza frontiere.

La situazione della libertà di stampa in Europa e in Italia preoccupa a Federazione Nazionale della Stampa Italianaa Trento il presidente Beppe Giulietti ha dichiarato: “è necessario che il prossimo Parlamento e la prossima Commissione Ue mettano al centro questo tema e definiscano nuovi parametri della libertà di informazione”, inserendo “le sentenze della Corte europea in un’apposita direttiva”.

Da Trento è arrivato anche un appello da parte del giornalista Paolo Borrometi:

Si presenta a Roma il decalogo della Carta di Assisi: le parole non sono pietre

Oggi, venerdì 3 maggio, proprio nella sede della Fnsi, si presenta la Carta di Assisi, il primo manifesto internazionale contro i muri mediatici e l’uso delle parole come pietre: “In un momento di populismi e sovranismi le parole stanno diventando pietra – spiega padre Enzo Fortunato, portavoce del Sacro Convento d’Assisi – così nascono l’urgenza e la necessità di richiamare come valore cardine della società e della pacifica convivenza il fatto che le parole siano lo strumento più prezioso che l’uomo ha per dialogare.”

All’incontro interverranno l’Imam della Grande Moschea di Roma, Saleh Ramadan Elsayed, la presidente della Comunità Ebraica di Roma, Ruth Dureghello, e il Custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti: “Il nostro primo obiettivo lo raggiungiamo oggi: nella Giornata dedicata alla Libertà di Stampa i principali rappresentanti del Paese delle religioni monoteiste si ritroveranno per sottoscrivere il nostro decalogo.”

Sul sito dell’Unesco è disponibile l’elenco di tutte le iniziative organizzate nel mondo in occasione del World Press Freedom Day.

ADRIANA RICCOMAGNO

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