Brucia la Cattedrale di Notre-Dame, la testimone: “Uno shock per i parigini”

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“Dies irae, dies illa, solvet saeclum in favilla. Teste David cum sibilla”. “Giorno dell’ira sarà quel giorno, dissolverà il mondo terreno in cenere, come annunciato da David e dalla Sibilla.” Chissà quante volte saranno risuonati questi versi del requiem tra le mura della Cattedrale di Notre-Dame. Versi che per uno strano gioco del destino, sono anche presenti nella colonna sonora de “Il Gobbo di Notre-Dame”, il film d’animazione del 1996 diretto da Gary Trousdale e Kirk Wise. E certo fa effetto ascoltarli ora.

Un impressionante incendio infatti ieri ha devastato la Cattedrale. Secondo le prime fonti le fiamme sarebbero partite da un’impalcatura posta attorno alla Cattedrale per i lavori di restauro, nel frattempo però da ieri immagini di Notre-Dame infuocata, con la celebre guglia centrale che cade, affollano i giornali, telegiornali internazionali e i social.

Cosa ha provato chi sul posto c’era davvero? Come è stato vissuto, così da vicino, l’incendio a uno dei monumenti simbolo dell’Europa e della fede cattolica? 

Alessia Smaniotto è una ex studentessa del Master in Giornalismo “Giorgio Bocca” di Torino. Vive a Parigi da nove anni e ora lavora come ingénieur d’études all’ “École des hautes études en sciences sociales”. Ieri sera verso le undici ha cercato di raggiungere la Cattedrale, per vedere ciò che stava accadendo. 

Qual è la situazione che si è trovata davanti agli occhi ieri sera? 

Ieri sera sono andata verso le undici meno un quarto davanti alla Cattedrale. Sono stata lì tre quarti d’ora. C’erano ancora numerosi focolai, che sono stati visibili almeno fino a mezzanotte. La strada Quai de l’Hôtel de Ville, tra il municipio di Parigi e la Senna, era piena di gente. La cosa particolare è che da un lato vi erano i turisti nella piazza del comune che riprendevano la scena armati di macchine fotografiche e cellulari. Dall’altro lato, sull’isola di Saint-Louis, che si trova alle spalle della Cattedrale, c’era invece  la popolazione di Parigi raccolta in religioso silenzio, come in preghiera. Ogni tanto qualcuno intonava canti mariani. A fianco di questi, altre persone che mentre la Cattedrale bruciava bevevano la loro birra o si intrattenevano nei bistrot. Una situazione che mi ha colpito. Ho trovato tutto così paradossale.

Si sa che cosa è successo concretamente? 

Si sa solo che il focolaio è partito dal tetto. Questo è abbastanza certo. Ho anche sentito voci secondo cui il tetto è andato completamente distrutto, dunque sarà difficile stabilire la causa dell’incendio. In ogni caso sembra che si escluda una causa diversa dall’incidente. Le autorità comunque sono molto caute, perché si tratta di una situazione delicata.

Che cosa resta della Cattedrale? 

La struttura in pietra è ancora in piedi. Sono crollate le vetrate e tutto il tetto fino a metà navata. Le foto fatte dall’interno mostrano che la parte finale della navata, quello che va verso piazza Notre-Dame c’è ancora, lì il fuoco non è arrivato. Leggevo poi ieri che i vigili del fuoco hanno scelto di preservare le due torri anteriori con le campane, a discapito della parte posteriore della Cattedrale, da cui è partito il fuoco. 

Che cosa pensa che succederà ora? 

So che due famose aziende hanno assicurato che daranno milioni di euro per la ricostruzione della cattedrale. Macron anche ha assicurato che la Cattedrale verrà ricostruita, ma per ora sono solo parole. Bisogna vedere poi in che modo e quando verrà concretamente effettuata la ricostruzione.

Qual è lo stato d’animo oggi, all’indomani della tragedia?

Non lo so, perché non ho ancora avuto modo di girare nella città. So che ieri l’arcivescovo ha autorizzato le chiese a restare aperte, perché la gente andasse a pregare, a trovare consolazione. Ed in effetti c’erano molte chiese aperte. Sicuramente è stato uno shock per tutti i parigini. La Cattedrale di Notre-Dame è il simbolo della Francia, ma non solo, è il simbolo della cristianità, luogo sul quale e attraverso il quale è stato raccontato il popolo francese, luogo in cui vengono celebrati i funerali dei Capi di Stato, in cui è stato incoronato Napoleone, in cui è stata festeggiata la liberazione di Parigi. E’ qualcosa che ha toccato moltissimo i francesi. 

NADIA BOFFA

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