Edi Lazzi (Fiom): “L’automotive è centrale, serve un piano con il sostegno del governo”

Una manifestazione dei metalmeccanici Fiom a Torino - (fonte: www.fiomtorino.it)
Una manifestazione dei metalmeccanici Fiom a Torino - (fonte: www.fiomtorino.it)

“Il modo migliore per investire sull’innovazione torinese è mantenere l’automotive”. Le parole di Edi Lazzi, segretario torinese della Fiom, arrivano nel giorno in cui a Torino il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio ha presentato il Fondo nazionale per l’innovazione alle Ogr di Torino. E affrontano i problemi dello sviluppo industriale da una prospettiva diversa. “L’automotive rimane l’indotto economico principale della città, ed è fondamentale sostenerlo tramite un piano”, sottolinea Lazzi. E il governo, aggiunge il segretario dei metalmeccanici Cgil, deve fare la sua parte per il rilancio della grande industria, come il gruppo Fca.

Secondo Lazzi è necessario dare vita a un tavolo per l’auto che raccolga tutte le componenti e parta da un assunto: a Torino bisogna far partire nuove produzioni perché quelle che ci sono non bastano a salvare il lavoro in un settore in cui “da 11 anni molte persone sono in cassa integrazione”. E questo tavolo deve coinvolgere anche la famiglia Agnelli, , dice Lazzi, di fatto ribadendo la proposta lanciata oggi su Repubblica dal suo omologo della Cisl, Chiarle.

Le dichiarazioni del leader Fiom di Torino seguono le affermazioni di Chiamparino, preoccupato dal futuro del gruppo Fca in Piemonte. L’incontro saltato lo scorso dicembre tra delegati del gruppo e delegati governativi, a causa dei contrasti sulla ecotassa, non è più stato riconvocato. Chiamparino ha chiesto un nuovo confronto, che possa delineare un piano condiviso da tutti, ma  ha anche sottolineato come il lancio della 500 elettrica non sia sufficiente: la manodopera in eccedenza negli ultimi anni non potrà essere assorbita dal solo investimento sulla nuova piccola elettrica del gruppo.

Per il segretario Uilm Dario Basso, la situazione è peggiorata a causa delle scelte fatte dal governo con la manovra di bilancio: l’ecotassa non aiuta la transizione del settore, ha spiegato, e l’azienda ha avuto ottime ragioni per disertare il confronto, dopo che la prospettiva di investimento dei 5 miliardi in Italia non è stata raccolta. Tutto ciò mentre il gruppo italiano dell’auto ha annunciato investimenti da 4,5 miliardi di dollari, a Detroit, ex capitale mondiale delle auto. Per Giorgio Bertola, portavoce dei 5 stelle,  tuttavia, dare la colpa al governo è assurdo: quello che serve è innanzitutto un confronto tra il gruppo Fca e i sindacati.

VINCENZO NASTO

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