Chiamparino: “Giornata di svolta. C’è uno scambio fra il salvataggio di Salvini e la Tav”

La Tav è sempre più al centro del dibattito politico: sarà sottoposta oggi al voto della Camera la mozione presentata ieri sera dai capigruppo alla Camera del Movimento 5 Stelle Francesco D’Uva e della Lega Riccardo Molinari per “ridiscutere integralmente il progetto nell’applicazione dell’accordo Italia e Francia”. Il Presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, da sempre sponsor del progetto, è durissimo e parla di “pietra tombale” sull’opera. Quanto al riflesso sul voto regionale, non si sbilancia, ma rilancia la necessità di una intesa tra coloro che – dice – “vogliono che il Piemonte cresca”.

L’alleanza “gialloverde” non sembrava destinata a durare, invece va rinforzandosi sempre di più anche su aspetti prima divisivi come la Tav: cosa ne pensa?

“Non so se sia un rinsaldamento destinato a durare oppure no. So che, nello specifico, sulla Tav, ciò che prevede questa mozione è esattamente quanto c’era già scritto nel Contratto di Governo, cioè il progetto che la Tav venga bloccata o comunque sospesa per un periodo di tempo così lungo che i finanziamenti europei possano andar persi, e che a quel punto, dopo le elezioni europee, una nuova commissione europea potrebbe anche decidere che il Treno ad Alta Velocità non viene considerato prioritario dal Governo italiano. Ho usato un’espressione forte: sono convinto che il rischio che questa mozione, se approvata alla Camera, rappresenti una pietra tombale sul progetto della Torino-Lione e quindi del quinto corridoio mediterraneo europeo, sia un pericolo reale, vero”.

Cosa potrebbe comportare questo avvicinamento fra le forze di Governo in vista delle elezioni?

“Checché ne dicano i protagonisti, è evidente che c’è uno scambio tra il salvataggio di Salvini sul caso Diciotti – operato furbescamente attraverso una consultazione -, ampiamente prevedibile, da parte dei Cinquestelle, da una parte, e il voto sulla Tav e il rallentamento della decisione sulle autonomie differenziate delle Regioni, dall’altra. Lo scambio mi sembra evidente, nell’ottica di arrivare a dopo le elezioni europee e quindi all’estate e autunno prossimi. Ripeto: nel caso della Tav questo rischia di nuocere in modo definitivo al progetto”.

Pensa che in Piemonte questa alleanza sempre più stretta possa influire su come si presenterà il centro-destra alle elezioni?

“Bisognerebbe chiederlo al centro destra e ai Cinquestelle, che hanno già presentato un loro candidato; non so se chiederanno in corsa a Giorgio Bertola di fermarsi ma questo va chiesto a loro”.

Può cambiare qualcosa invece nell’ambito delle forze che supporteranno la sua candidatura?

“Sempre di più io lavoro per il Piemonte. La vicenda della Tav ormai sta diventando emblematica: c’è un Governo Lega e M5S che sta mettendo sostanzialmente il Piemonte in un angolo, visto che la decisione che si apprestano a prendere rischia di pregiudicare le possibilità di crescita e apertura della Regione. Faccio tutto quello che è in mio potere adesso e sicuramente le elezioni del 26 maggio saranno un momento in cui fare chiarezza una volta per tutte: da una parte quelli che vogliono che il Piemonte cresca, e dall’altra quelli che vogliono che rinsecchisca chiuso su se stesso, la Lega e i Cinquestelle”.

Oggi sarà quindi una giornata cruciale dal punto di vista politico?

“Se votano quella mozione è una giornata di svolta. Non vorrei che si dimenticasse la scansione temporale: con quella frase (contenuta nel contratto di governo e ribadita nella mozione, ndr) che prevede una revisione integrale della Torino-Lione si sono bloccati gli appalti della Tav. Quando i buoni Molinari (che a gennaio aveva partecipato a alla manifestazione Sì Tav a Torino, ndr) e Giachino vengono in piazza a dire “noi siamo per la Tav”, queste esercitazioni diventano mere pantomime elettorali. Che votino in parlamento a favore della mozione presentata dal PD o per quella presentata da Forza Italia, quella che preferiscono, perché si continui con i lavori”.

Che cosa si aspetta da questa giornata?

“La maggioranza è chiara e netta, quindi dipende tutto da loro: se votano in quel modo la Lega e i suoi amici, cioè coloro che alla Lega guardano per cercare di trovare un posto in lista alle prossime elezioni, la Torino-Lione sarà bloccata: senza giri di parole, Lega e Cinquestelle sono per bloccare la Tav”.

Ascolta “Intervista a Sergio Chiamparino” su Spreaker.

ADRIANA RICCOMAGNO

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