Auxilium Torino oggi: l’impresa di un anno fa è lontana

Dal miracolo sportivo in Coppa Italia al possibile cambio di proprietà. È passato un anno, ma sembra trascorsa una vita per la Fiat Torino Auxilium di pallacanestro. Il 15 febbraio 2018, i gialloblu cominciavano la loro avventura alla Final Eight di Coppa Italia al Mandela Forum di Firenze: a grande sorpresa, Torino batteva in successione Venezia, Cremona e Brescia vincendo il primo trofeo della sua storia. Entusiasmo incontenibile per i tifosi al rientro della squadra alla stazione di Porta Susa, un successo che prometteva un finale di stagione sereno. Previsione sbagliata: nove sconfitte consecutive nelle ultime undici partite di campionato compromettevano la qualificazione ai playoff scudetto e si preparava la rivoluzione estiva, l’ennesima dal 2015, anno del ritorno dell’Auxilium nella massima serie.

In roster restavano solo il capitano Giuseppe Poeta e il giovane David Okeke, in panchina arrivava nientemeno che Larry Brown, un mito del basket Usa. Una mossa intrigante a livello mediatico, azzardata sul piano tecnico. Il coach americano di 78 anni, alla prima esperienza in Europa, aveva bisogno di una società forte per ambientarsi e gestire difficoltà. In pochi mesi, invece, i sogni si sono tramutati in incubi. Dopo aver raccolto quattro vittorie appena nelle prime dodici di campionato e dieci sconfitte su dieci partite in EuroCup, Torino e il coach americano si sono lasciati. La squadra è stata affidata all’allenatore in seconda Paolo Galbiati, come già accaduto un anno prima dopo gli esoneri di Luca Banchi e Carlo Recalcati.

Ora Torino tenta, con la salvezza, di dare senso a una stagione fin qui fallimentare, ma ai travagli sul parquet si aggiungono quelli societari. Il presidente Forni sta cercando un accordo con la Leonis Group per cedere la proprietà del club. Superate alcune incomprensioni, le trattative sono riprese. Per la Torino della pallacanestro potrebbe aprirsi una nuova pagina, mentre le attenzioni sono puntate sulle nuove finali di Coppa Italia, il trofeo che l’Auxilium non ha potuto difendere.

LUCA PARENA

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