De Biasi: “Troppi fari puntati su Balotelli. E serve più coraggio nel lanciare i giovani”

Gianni De Biasi a Piazza Castello per i 120 della Federazione Italiana Bocce

Stasera, 4 giugno, all’Allianz Stadium di Torino, gli azzurri chiudono il primo mini-ciclo di amichevoli contro l’Olanda, l’altra grande assente di Russia 2018. Gianni De Biasi, commentatore Rai della Nazionale, ha visto dal vivo i primi passi della nuova Italia targata Mancini.

Qual è il bilancio di queste prime uscite?

Come tutte le avventure che hanno un inizio veloce e senza una grande preparazione, ci sono delle incognite.  All’esordio si è vista per la prima mezz’ora una buona Italia, anche se c’è da fare sempre un po’ la tara per l’avversario affrontato. Contro la Francia, al momento, ci sono delle differenze tecniche e individuali notevoli. Non sarà facile il lavoro di Mancini.

Il “Mancio” è l’uomo giusto per ripartire dopo lo shock della mancata qualificazione al Mondiale?

Ha l’esperienza necessaria per gestire una situazione nuova. È arrivato in Nazionale con grandissimo entusiasmo e credo che abbia la possibilità di dare un contributo di sostanza a questa squadra.

Sembra voler puntare su Balotelli. SuperMario ha raggiunto la maturità giusta per caricarsi sulle spalle l’attacco della Nazionale e, addirittura, la fascia da capitano?

Balotelli ha vissuto in giovane età una popolarità smisurata che probabilmente non era pronto ad affrontare. Oggi è un ragazzo diverso che ha bisogno di dimostrare sul campo le sue tante qualità. Secondo me, gli puntiamo troppo i fari addosso: dobbiamo lasciarlo tranquillo e probabilmente riuscirà a dare tutto quello che ha dentro.

Il neo ct dovrà gestire anche il post-Buffon. Con l’Arabia Saudita ha giocato Donnarumma, poi Sirigu contro la Francia, stasera Perin. Quale sarà la scelta definitiva?

Difficile dirlo. Dopo il campionato della passata stagione, avrei detto Donnarumma: era il giovane che si era proposto con maggiore personalità. Ora le cose sono un po’ cambiate: Perin è un giocatore affidabile e di sicura prospettiva futura. In più c’è la certezza Sirigu, che quest’anno col Torino ha fatto un grandissimo campionato e ha anche la giusta esperienza internazionale. La scelta non sarà facile, secondo me sono tutti e tre portieri che potrebbero giocare titolari.

Cosa manca per arrivare al livello delle migliori nazionali al mondo? 

Più giovani di qualità. Quelli francesi sono titolari nei top club europei, noi abbiamo dei giovani interessanti, ma non a quel livello. I club devono avere più coraggio nel lanciarli.

Infine, il suo futuro. Ha ricevuto offerte per tornare ad allenare?

Posso dire solo che mi ha cercato un’importante nazionale europea. Se va via il loro allenatore, sono la loro prima scelta.

EMANUELE GRANELLI
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