CinemAmbiente 2018, 8 domande al direttore Gaetano Capizzi

Gaetano Capizzi, direttore del Festival CinemAmbiente

Con la proiezione del film Anote’s Ark al Cinema Massimo è ufficialmente iniziata la 21esima edizione del Festival CinemAmbiente, a Torino fino al 5 giugno, la giornata mondiale dell’ambiente. Abbiamo intervistato il direttore del Festival, Gaetano Capizzi.

1) Il tema della 21esima edizione di CinemAmbiente è “Intelligenze”. Come mai questa scelta?

Ci è venuto spontaneo. Tra la massa di film che abbiamo ricevuto, i più affascinanti ci sono sembrati quelli su che cosa ci aspetta nel futuro e su come possiamo affrontarlo, magari in cooperazione con altre forme di intelligenza che popolano il nostro pianeta. Possono essere una soluzione ai periodi di grandi cambiamenti climatici e ambientali verso i quali ci stiamo avviando.

2) Cooperazione con quali intelligenze nello specifico?

Con la natura e con l’intelligenza artificiale. Della natura possiamo imitare alcune forme di organizzazione come quella botanica, orizzontale e reticolare più che verticistica. L’intelligenza artificiale ormai fa parte della vita di tutti i giorni e può essere di grande aiuto per trovare soluzioni ai problemi drammatici che ci stanno avvolgendo a causa dei cambiamenti climatici.

3) Come logo del Festival avete scelto un cervello particolare. Cosa rappresenta?

È proprio una composizione di intelligenza umana, vegetale e artificiale. Per continuare a vivere su questo pianeta questi tipi di sapere devono interagire, rispettarsi e cooperare sempre di più.

“Intelligenze”, il logo di CinemAmbiente 2018

4) CinemAmbiente è arrivato alla 21esima edizione, come si spiega il successo del festival?

Abbiamo seguito l’evoluzione del cinema ambientalista e il dibattito internazionale sull’ambiente dall’inizio. Dopo tanti anni di lavoro e migliaia di film proiettati a Torino, la 21esima edizione ci ha sorpresi: le iscrizioni dei film al festival sono aumentate del 30% rispetto al 2017. Per noi è motivo di orgoglio: sempre di più CinemAmbiente è visto come il punto di approdo di questo tipo di cinema. E poi dimostra la grande vitalità del cinema ambientalista: vuol dire che in un anno nel mondo si producono come minimo 3200 film a tematica ambientale. È una cifra altissima, ma di sicuro ce ne sono sfuggiti altrettanti.

5) Dei 3200 film iscritti, ne sono stati selezionati 118. Quali temi trattano?

Quando si dice ambiente si parla di tante cose. Innanzitutto di problemi imminenti come i cambiamenti climatici, che per i registi sono il tema dei temi. Ma parlare di ambiente significa anche trattare argomenti economici come la green economy, la terza rivoluzione industriale e l’economia circolare. Analizzeremo anche gli aspetti allarmanti legati al cosiddetto Antropocene: siamo entrati in una nuova era geologica determinata dal comportamento umano che ha come conseguenze estinzioni di massa. Per alcuni si sta verificando la sesta estinzione di massa, per cui in pochi anni scompariranno molte forme di vita. Infine il tema delle buone pratiche. Tutti i film denunciano grandi problemi, perché ci sono, ma spesso indicano anche delle soluzioni: cosa ognuno di noi può fare tutti i giorni, anche a casa propria e con la propria famiglia, per attenuare l’impatto sul pianeta.

6) E poi l’inquinamento dei mari…

Sì. Tra i temi ricorrenti c’è anche il sovrautilizzo della plastica, documentato con immagini spesso drammatiche. Noi non siamo contro la plastica in quanto plastica ma contro il suo spreco. Quest’anno il Festival sarà plastic free: non utilizzeremo in alcun modo forme di plastica usa e getta, che sono la causa principale di una catena di problemi.

7) La novità di quest’anno è l’apertura ufficiale ai bambini con CinemAmbiente Junior. Come avete coinvolto le scuole e che ruolo avranno gli studenti?

Abbiamo visto che l’età del pubblico di CinemAmbiente si è abbassata e questo ci fa ben sperare. I nostri film hanno soprattutto uno scopo educativo: cercano di far passare dei messaggi positivi con un linguaggio gradevole. Lavorando con gli studenti abbiamo scoperto che spesso nelle scuole si fanno corsi di educazione ambientale che si concludono con la realizzazione di un film. Così abbiamo deciso di lanciare un concorso nazionale per film prodotti dagli studenti ed è stata una bella sorpresa ricevere centinaia di lavori. Tra tutti ne premieremo tre e ospiteremo i piccoli autori. Oltre ai grandi registi che arrivano da tutto il mondo e che hanno vinto premi prestigiosi avremo anche la nuova leva di registi ambientalisti che arriva da varie parti d’Italia.

8) Quale film consiglia di guardare il direttore di CinemAmbiente?

Do You Trust this Computer?, che sta facendo molto discutere nel mondo. Dopo la prima proiezione negli Stati Uniti, noi ospiteremo l’anteprima europea. Poi The Last Animals, un film-inchiesta con immagini inedite girato da una regista che ha rischiato molto: si è inserita nel traffico illegale di avorio e ha scoperto che su questo circuito viaggiano anche la droga, le armi e gli esseri umani.

GIORGIA GARIBOLDI
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