“Per Mattarella scelta forzata, ma dettata da necessità”. La costituzionalista Mastromarino sulla decisione del Quirinale

Il “no” di Sergio Mattarella a Paolo Savona come ministro dell’Economia ha fatto sprofondare il Paese in una crisi istituzionale. Oltre alla reazione di Cinque Stelle e Lega ha scatenato un dibattito sulla costituzionalità della scelta del presidente. Luigi Di Maio ha chiesto l’impeachment, un “processo” ai danni della più alta carica dello stato previsto dall’articolo novanta della Costituzione italiana in caso di: “Alto tradimento o attentato alla costituzione”. La scelta del presidente è: “Forzata, ma dettata da necessità”  dice Anna Mastromarino professoressa associata di Diritto pubblico comparato dell’Università di Torino.

Cosa succederà adesso?
“Come al Monopoli si torna dal via. Non ci sono le basi per riproporre Lega e Cinque Stelle, quindi si ipotizza un governo del presidente. Il nome di Cottarelli è da leggere in questo senso”.

Cosa prevede l’articolo 92?
“Il presidente non può intervenire sull’indirizzo politico. Può rifiutare fintanto che la nomina violi il merito costituzionale, anzi in quel caso è obbligato. Mattarella interpreta l’Unione Europea come elemento costitutivo del nostro ordine costituzionale. L’Italia è un membro fondatore dell’Unione Europea e ormai di conseguenza l’Europa fa parte del nostro Dna”.

Il motivo quindi più che il nome di Savona è la ragione dietro quel nome?
“Siccome esiste nell’alleanza l’idea di uscire dall’Euro, e questo non è accettato dal presidente, Mattarella ha giudicato la scelta lontana dalla Costituzione di cui è garante. Secondo me sa di aver forzato il suo ruolo e sta immolando la sua figura politica per salvaguardare l’Europa. Tramite questa lettura non c’è violazione dell’articolo 92. Il presidente interviene nel merito costituzionale, valuta lo spirito della costituzione e da indicazioni in tal senso”.

Si può chiedere la messa in accusa del presidente, è attuabile l’articolo 90?
“Tecnicamente si può chiedere se si hanno le maggioranze per farlo. Non abbiamo mai usato davvero l’articolo 90. Credo che il Movimento Cinque Stelle ritenga il gesto del Presidente un attentato alla Costituzione, ma secondo la lettura di Mattarella una forzatura non può essere ritenuta un attentato”.

Quali saranno le ripercussioni?
“Nuove elezioni. Non ho idea di come il presidente possa venirne fuori, la maggioranza si è espressa e non si può ignorare il voto di marzo. Le nuove elezioni saranno un momento difficile, potremmo vedere espandersi fino all’estremo le derive populiste. Ciò che mi spaventa di più è la tendenza all’omologazione delle idee e il volere scavalcare le istituzioni. Jon Elster diceva che: “Ci diamo delle Costituzioni da sobri per non morire da ebri”. Ci diamo delle regole e un potere costituito perché ci salvino nei momenti di crisi”.

MASSIMILIANO MATTIELLO