Salone del Libro, fa discutere la decisione della Regione di uscire dalla governance

Salto18
Foto di Lucrezia Clemente

“Il Salone del Libro non può essere organizzato solo dal Comune, con la Regione ridotta a bancomat di Palazzo civico. Dal presidente Sergio Chiamparino ci saremmo aspettati più fermezza. Ne parleremo con lui e con l’assessora regionale, Antonella Parigi”. A dirlo è il consigliere regionale dem Luca Cassiani, insieme con il collega Daniele Valle tra i più critici sull’accordo tra piazza Castello e Palazzo di Città annunciato al termine della 31ª edizione della Book Fair: se quest’anno l’evento è stato organizzato in tandem tra Circolo dei Lettori (Regione) e Fondazione per la Cultura (Comune), dal 2019 il timone organizzativo sarà interamente affidato all’ente presieduto da Angela La Rotella.

La Regione ha scelto di defilarsi, continuando comunque a finanziare il Salone del Libro, la principale manifestazione culturale torinese. Questa mattina, dalle pagine de La Repubblica, il presidente della Regione ha definito le polemiche interne al suo partito come “piccinerie”, aggiungendo che “se ci sono idee diverse ben vengano, basta che non siano figlie di una polemica capace di guardare soltanto alla propria bottega”. “Chiamparino resta il leader della giunta, nessuno mette in dubbio la sua autorità – prosegue Cassiani – Cercheremo, però, di fargli capire come la presenza della Regione rappresenti una garanzia per tutti i fornitori, che attendono ancora di essere pagati dal liquidatore della Fondazione per il Libro, Maurizio Gili. Inoltre, solo partecipando in maniera attiva all’organizzazione sarà possibile controllare la gestione dell’evento, evitando spiacevoli episodi come la consulenza da 5 mila euro del portavoce della sindaca Chiara Appendino, Luca Pasquaretta”. Anche il Movimento 5 Stelle piemontese è sorpreso dalla decisione di Chiamparino. “Uscire dalla governance del Salone del Libro, una manifestazione a valenza nazionale, è un grave errore – puntualizza il consigliere regionale grillino, Davide Bono – Si tratta dell’ennesimo mal di pancia in seno al Partito democratico: forse speravano che il Salone fosse un fallimento per andare contro l’amministrazione comunale. Mi spiace per loro: ha registrato il record di visitatori contro ogni pronostico”.

FEDERICO PARODI

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