Amianto all’Olivetti di Ivrea: in secondo grado, tutti assolti

Morti per amianto all’Olivetti: tutti assolti, “Il fatto non sussiste”. La Corte d’Appello di Torino ha ribaltato la sentenza per i fratelli Carlo e Franco De Benedetti insieme ad altri tredici imputati, tutti ex manager dell’azienda. Nessun colpevole per la morte dei quattordici lavoratori della fabbrica di Ivrea ammalati di mesotelioma pleurico, tumore maligno riconducibile a una prolungata esposizione all’amianto. La decisione cancella la sentenza di primo grado. Nel 2016 il Tribunale di Ivrea aveva pronunciato tredici condanne: tra queste, 5 anni e 2 mesi a Carlo De Bendetti per omicidio colposo e lesioni colpose e 1 anno e 11 mesi a Corrado Passera, rispettivamente ex presidente ed ex amministratore delegato dell’Olivetti.

Maxi aula 3, Palagiustizia di Torino

Per i giudici della terza sezione penale presieduta da Flavia Nasi, il fatto non sussiste. Tutti gli ex dirigenti dell’azienda fondata da Camillo Olivetti sono innocenti. Secondo la procura generale il talco contenente tremolite di amianto, al centro del dibattito processuale, sarebbe stato usato in Olivetti fino al 1986 per montare parti meccaniche ed elettroniche. A vincere è stata la linea degli avvocati difensori che hanno sostenuto come quel tipo di materiale nocivo fosse stato impiegato in azienda solo fino al 1981.

Palagiustizia di Torino

Dopo la lettura della sentenza, il procuratore generale Carlo Maria Pellicano ha risposto con decisione: “Aspettiamo di leggere le motivazioni e valuteremo se impugnare in Cassazione. Anche in Cassazione non c’è univocità di indirizzo. Noi continuiamo a ritenere che la prolungata esposizione all’amianto aumenti il rischio di malattia”. Tra i legali della difesa c’è stata grande soddisfazione. Alberto Mittone, che assiste Franco De Benedetti, si dicesicuro della sentenza: “Questi processi si basano sulla scienza e la scienza nel tempo si evolve. La Corte ha solo seguito le ultime acquisizioni scientifiche sulle quali ha già convenuto la Cassazione”.

MARTINA MEOLI

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