Spagna, Cristina Cifuentes rinuncia alla laurea irregolare

Cifuentes
Foto: D.Sinova/WIKIMEDIA

Cristina Cifuentes, presidente della Comunità di Madrid, ha rinunciato alla sua laurea magistrale in Diritto regionale. Un mese di terremoto politico, scatenato dall’inchiesta di eldiario.es, ha prodotto un forte scossone nel partito di governo, il Partido Popular del premier Mariano Rajoy.

La magistratura ha aperto un’inchiesta per accertare le responsabilità dell’ateneo pubblico che ha prodotto il certificato di laurea irregolare: l’Universidad Rey Juan Carlos di Madrid. Nell’arco di pochi minuti, all’interno dei sistemi della segreteria lo status di due esami, compresa la discussione di laurea, è cambiato: da “No presentado” a “Notable”, l’equivalente di un 27 nell’università italiana. I fatti contestati dall’inchiesta giornalistica risalgono all’anno accademico 2013/14.

Dopo aver rinunciato al titolo, fino a oggi, la presidente Cifuentes non ha manifestato la volontà di dimettersi da presidente regionale. La pressione di Ciudadanos, il partito centrista, che sostiene il governo Rajoy, potrebbe causare la fine anticipata della sua amministrazione. La rivalità tra popolari e Ciudadanos sta crescendo, con il leader del partito arancione, Albert Rivera, pronto a strappare la Moncloa, il “Palazzo Chigi” di Madrid, nel 2020 quando gli spagnoli torneranno alle urne.

Mariano Rajoy dopo aver fronteggiato con alterni risultati la crisi catalana, ora dovrà calmare il nervosismo dei popolari, pronti alla ribellione se dovesse saltare la testa della presidente della comunità madrilena. Il premier ha evitato in molte occasioni di rispondere alle domande sul caso Cifuentes.

Anche Pablo Casado, vicesegretario alla comunicazione del partito, avrebbe ottenuto una magistrale all’Universidad Rey Juan Carlos: nessuno lo avrebbe mai visto in classe nel 2008/09.

La Cifuentes è diventata in poco tempo il simbolo della corruzione del partito di governo. Il “Caso Máster” ha anche creato il caos nel sistema universitario spagnolo. La possibilità, ormai accertata, che un’alta funzionaria del partito possa esibire un titolo di laurea di un ateneo pubblico, senza nemmeno discutere la tesi, non può che screditare l’intero sistema educativo.

ROMOLO TOSIANI
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