“Le Rotte della Sostenibilità” per pensare a un futuro migliore

Le Rotte della Sostenibilità è il titolo scelto per il convegno organizzato alla Cavallerizza Reale da Il Salone della Csr e dell’Innovazione sociale, gruppo promotore dell’evento insieme all’Università di Torino e alla Regione Piemonte.

Ad aprire i lavori Sergio Scamuzzi, Vice-Rettore per la comunicazione interna ed esterna dell’Università di Torino. “Il nostro ateneo è tra i pionieri in Italia quando si parla di sostenibilità”, le parole di Scamuzzi, che declina il concetto in più campi tematici: sostenibilità economica, ambientale, sociale e di welfare.

A rappresentare la Regione Piemonte Giuliana Fenu, Direttrice della Competitività del sistema regionale, che evidenzia le potenzialità dell’ente locale: “Difficile pensare alla crescita di un territorio senza integrare i concetti di sostenibilità e competitività, indispensabili per creare un futuro adeguato per le nuove generazioni”. Uno sforzo anche economico, visti i circa 40milioni di euro di fondi Fesr e Fse messi a disposizione dalla Regione Piemonte.

Il clou della mattinata si è raggiunto con gli interventi dei relatori, professionisti di varia estrazione che si sono confrontati sul tema della sostenibilità.
“L’obiettivo – spiega Davide Longo, responsabile del progetto Borghi sostenibili, Environment Park. – è sensibilizzare e informare la cittadinanza sull’importanza e l’impatto dei flussi turistici su un determinato territorio”. Nel caso specifico, sono state mappate e analizzate 24 località piemontesi. Inoltre, la sfida è di coniugare turismo e ambiente, per creare un equilibrio che non danneggi, anzi incentivi la crescita di entrambi.

Per Elena Flor, responsabile del servizio corporate social responsibility di Intesa Sanpaolo, l’impegno deve riguardare due ambiti scpecifici: ambiente e diritti umani. “Intesa Sanpaolo ha assunto impegni importanti che trovano conferma nei principi del codice etico, nelle regole in materia di politica ambientale ed energetica e nell’adesione a importanti iniziative internazionali, tra cui Unep Fi, Carbon Disclosure Project ed Equator Principles”. Aggiunge: “nel 2017 Intesa ha elaborato un nuovo Piano Ambientale (Climate Change Action Plan) con obiettivi al 2022 e proiezioni al 2037”. Per quanto riguarda i diritti umani invece, viene ricordata l’adesione dell’istituto a iniziative internazionali tra cui le Linee Guida dell’Onu, I principi Un Global Compact, il programmma Unep Fi e l’adozione di una policy specifica sul tema.

Altra eccellenza piemontese è Lavazza, rappresentata al convegno da Veronica Rossi nel ruolo di corporate social responsibility. L’azienda produttrice di caffè ha raccolto la sfida della sostenibilità e ne ha fatto una campagna per il lancio del calendario 2018. “What are you doing?” è la provocatoria domanda che viene posta lungo i 12 mesi, attraverso l’elenco di 17 obiettivi da raggiungere entro il 2030. “Non solo le grandi aziende o i personaggi famosi – come quelli presenti nella campagna Lavazza – ma tutti noi possiamo fare qualcosa per la sostenibilità”, ripete dal palco Veronica Rossi.

Per l’Università di Torino hanno partecipato, oltre a Sergio Scamuzzi, Laura Corazza – ricercatrice e redattrice del rapporto sulla sostenibilità dell’ateneo – e Francesca Ricciardi – referente smart commons lab, del dipartimento management UniTo che si occupa di applicare nel concreto le scienze economiche.

Non solo mondo dell’istruzione. Francesco Moneta, responsabile laboratorio Gavi, ha portato l’esperienza del consorzio che opera per la valorizzazione, la promozione, lo sviluppo sociale ed economico del territorio attraverso la tutela dei marchi Docg. Il Gavi è un consorzio che raccoglie 11 comuni piemontesi del territorio gaviese, noto per la produzione dell’omonimo vino.

A spostare la riflessione dal locale al globale è Valeria Fazio, sustainability services development manager di Dnv Gl (organismo di certificazione norvegese). L’ente di certificazione, attraverso il Global Opportunity Report ha come obiettivo l’analisi di nuovi mercati, passando dal concetto di rischio a quello dell’opportunità.

Infine, prima della tavola rotonda moderata da Enrico Sorano di UniTo, l’intervento di Don Danilo Magni, presidente di SocialFare, centro per l’innovazione sociale. “Il prete che accelera le startup”, così si autodefinisce Don Magni, che racconta l’attività del primo centro per l’innovazione sociale in Italia, fondato nel 2013. “Forniamo alle startup già create sostegno e strategie di business”, l’attivita principale di SocialFare, che peregue il motto: il valore sociale genera il valore economico.

PASQUALE MASSIMO