I lavori delle feste: Babbo Natale ora è precario

Gli aspiranti Babbo Natale in fila per la selezione

Più che al regalo, a Natale parte la corsa alla ricerca di un lavoro. Giocattoli, addobbi, cibo, dolciumi, pacchi e cestini: le opportunità lavorative sotto le feste si moltiplicano. Assolavoro stima che in Italia siano 14mila le posizioni offerte dalle sole agenzie interinali legate all’industria natalizia. Numeri che si scontrano con un tasso di disoccupazione che nel terzo trimestre 2017, secondo dati Istat, resta stabile a 11,2%.

Così, non stupisce che a Nichelino, per un posto da Babbo Natale a MondoJuve che prevede 10 giorni di lavoro e 1.800 euro netti di retribuzione, si siano presentati oltre 1.700 candidati. Tra questi anche molti ragazzi e donne che non hanno desistito neanche di fronte alla necessità di avere un physique du rôle o di dover sottoporsi a un casting pubblico.

“Ho letto l’annuncio sul giornale e ho partecipato”, dice Fabio Cirillo. Lui di anni ne ha 44 e da due è stato licenziato dall’azienda metalmeccanica in cui lavorava dal 1994. “La situazione è davvero critica ora che i soldi della cassa integrazione e della mobilità sono finiti. Anche mia moglie è senza lavoro e abbiamo una bimba piccola”, racconta. Con lui tanti altri “aspiranti Santa Claus”, senza barba o particolare entusiasmo ma disposti a mettersi in gioco per portare i soldi a casa. Come Bruno Barone, 48 anni, “disperato” perché disoccupato, o Alberto Massarino di 57: “Sono qui solo per una questione economica. Me lo ha consigliato mio figlio, io di solito mi arrabatto con qualche lavoretto”, confida. Anche Marcello Rosolen, torinese di 50 anni con una bimba di 12 giorni e un figlio di 7 anni, ha scelto di partecipare per il premio, nonostante la lunga carriera da grafico alle spalle. “Oramai cerco qualsiasi lavoro – spiega -. Non ho né barba né capelli bianchi ma la retribuzione era troppo allettante e di opportunità in giro ce ne sono poche”.

I posti di lavoro sotto Natale aumentano anche nella grande distribuzione organizzata: nel settore i requisiti sono meno stretti. “Si richiedono doti di velocità, precisione, dinamismo”, recita un annuncio per un’addetta nel comparto alimentare in un’azienda nei pressi di Carmagnola. O per selezionare personale per una collaborazione nelle Gallerie di Centri Commerciali, un’azienda che si definisce leader nel settore packaging specifica che per candidarsi è necessario avere “buon grado di manualità, gusto estetico, una buona predisposizione alle relazioni pubbliche, al lavoro di squadra e aver terminato la scuola media superiore”.

Una caratteristica accomuna i vari annunci, nei centri commerciali o nelle fabbriche che prima delle feste devono aumentare la produzione. Oltre a essere natalizi, sono per lo più impieghi temporanei. Dettaglio in linea con la tendenza fotografata dall’Istat che ha registrato un aumento in Italia dei lavoratori con contratti di breve durata: dai 3 milioni del 2012 ai 4 milioni nel 2016, per un valore di 12 miliardi di euro. L’Epifania tutte le feste porta via, così assieme all’albero di Natale si smonta anche la speranza di un impiego.

CRISTINA PALAZZO

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