Festa startup I3P 2017: il Politecnico “laurea” 10 imprese innovative

Una presentazione all'interno dell'I3P del Politecnico

Una bicicletta senza raggi a misura di zaino e le consegne a domicilio a emissioni zero. Sada Bike e Pony Zero sono due delle dieci startup che saranno “laureate” oggi, giovedì 14 dicembre, alla Cittadella Politecnica di via Pier Carlo Boggio 59/A. La corona d’alloro simboleggia la fine dei tre anni di incubazione all’interno dell’I3P, l’incubatore di imprese innovative del Politecnico di Torino, e l’ingresso nel mercato. Le altre imprese premiate sono Be-eco, Flag-Ms, Functionable, Gnammo, Growing Green, Lektro Innovation, Scloby e Water Wells.

Sada Bike non è una bici come le altre: con un semplice movimento si piega riducendosi alle dimensioni di un ombrello. Un sogno per chiunque ama raggiungere il proprio posto di lavoro sui pedali e vorrebbe sempre portarsi con sè la fedele compagna di viaggio. L’ha brevettata un ex studente del Politecnico di Torino. Gianluca Sada, 33enne originario di Battipaglia, in provincia di Salerno, si è laureato al Poli nel 2010 in ingegneria dell’autoveicolo discutendo una tesi proprio sul suo brevetto. “Ero contento del progetto, ma ho deciso di portare avanti l’idea dopo essere stato selezionato tra i 200 migliori talenti italiani – racconta Sada – Ho sviluppato il prototipo della bici e poi mi sono informato per creare una startup: la soluzione dell’I3P era perfetta considerati i miei trascorsi al Poli”.

E così grazie all’incubatore di via Boggio conosce Giovanni Tonno, proprietario della Font, azienda meccanica con sede a Grugliasco. Con il nuovo socio-finanziatore progetta il secondo prototipo di bicicletta, in lega d’alluminio come il primo. Ma cosa differenzia la Sada Bike dalle altre bici pieghevoli già presenti sul mercato? “Le ruote sono da 26 pollici, come un mezzo classico, mentre di solito le bici richiudibili arrivano a 16 pollici – spiega l’ingegner Sada – E poi abbiamo pensato a uno zaino apposito in grado di portare la bici piegata insieme con altri oggetti: in quest’ottica le ruote senza raggi aiutano, perché riducono l’ingombro. Inoltre il contenitore può trasformarsi in un trolley sfruttando le ruote della bicicletta”. Non solo la city bike può essere trasportata ovunque, ma, all’occorrenza, diventa una valigia o un carrello della spesa.

Sada Bike non è ancora acquistabile: il fondatore e il suo socio stanno testando il mezzo e studiando il modo migliore per metterlo in commercio. È ancora presto per stabilire il prezzo di mercato: “In ogni caso posso anticipare che sarà un prodotto di nicchia: per intenderci non sarà in vendita da Decathlon”, conclude Gianluca Sada.

Zero emissioni con uno sguardo rivolto all’ultimo miglio urbano. Sono i dettami di Pony Zero, startup nata nel 2014 nell’incubatore del Politecnico di Torino e già oggi una piacevole realtà nel panorama delle consegne italiane. Gli ideatori e fondatori del progetto sono due amici di lunga data, Marco Actis e Davide Fuggetta, cresciuti a pane e mobilità sostenibile. Hanno iniziato con semplici consegne in bicicletta, oggi vantano un’azienda da 300 collaboratori sparsi in tutta Italia, con oltre 100 veicoli tra auto e furgoni elettrici, scooter, biciclette e cargo bike e un fatturato nel 2017 di 5 milioni di euro.

Il merito del successo sta tutto in un particolare software che consente di gestire qualsiasi fase del processo di spedizione a domicilio: “Questo software raccoglie informazioni legate a mittente, destinatario e indirizzo ed elabora il routing migliore per completare la consegna – illustra il direttore marketing di Pony Zero, Omar Damioli – Per esempio gestisce le fasce orarie, dando piena autonomia al destinatario sull’orario preferito, e si occupa di calendarizzare le ore lavorative dei dipendenti”.

I primi clienti sono stati i corrieri in città, che hanno iniziato a sfruttare Pony Zero per consegnare prodotti derivanti dall’e-commerce. Ma il vero salto di qualità è arrivato in seguito alla collaborazione con Amazon, per cui la startup effettua consegne a Milano, e con Just Eat. “Con il nostro software la qualità del servizio migliora ed è normale costi di più – prosegue Damioli –  D’altronde, molti colossi ormai perseguono l’obiettivo dell’emissione zero e dell’ottimizzazione dei percorsi: Pony Zero valorizza questi aspetti ma può ancora crescere molto. In particolare stiamo cercando di industrializzare i processi aziendali. Tra un anno ci guarderemo intorno a caccia di nuove opportunità”.

I3P

Fondato nel 1999, è il principale incubatore universitario italiano e tra i migliori a livello europeo. Favorisce la nascita di startup innovative fondate da ricercatori e studenti del Politecnico o imprenditori esterni. Non dà un supporto economico ma mette a disposizione spazi attrezzati, servizi di consulenza e un network variegato fatto di partner, clienti, manager e investitori. Si può fare domanda presentando un’idea di impresa o un business plan tramite il sito web  o partecipando alla Start Cup Piemonte Valle d’Aosta, una competizione che si svolge ogni anno tra imprese in rampa di lancio a livello regionale. Prima di arrivare alla fase di incubazione ci sono cinque step mirati: analisi preliminare delle idee, definizione e validazione del business model, stesura del business plan con analisi di mercato e di settore, approvazione del comitato di valutazione, chiamato a esprimersi sulla sostenibilità e innovatività del business plan, e, infine, la costituzione dell’impresa. Il grafico seguente dimostra la crescita esponenziale dell’incubatore nel corso degli anni. A giudicare dal numero di startup lanciate dal ’99 a oggi il motto “trasformiamo le idee in imprese di successo” è ormai diventato molto più di un semplice slogan.

Startup accolte dal ’99 al 2016 e relativi addetti
FEDERICO PARODI

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