Neve e disagi, a bordo del treno bloccato per ore tra Piemonte e Liguria

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Treni bloccati tra Piemonte e Liguria (foto di Federico Parodi)

È una giornata di disagi alla circolazione quella che sta colpendo il Piemonte a causa della neve che dalle prime ore della notte è scesa abbondante sulle montagne della Regione e, da poco prima delle otto, ha imbiancato anche Torino.

CIRCOLAZIONE FERROVIARIA IN TILT

Situazione complicata sulla rete ferroviaria: quattro treni sono stati cancellati sulla linea Ivrea – Aosta (3 in direzione Ivrea e uno in direzione Aosta), mentre sulla Torino-Bardonecchia, a causa dell’accumulo di neve sui binari, sei treni regionali finora hanno fatto capolinea a Bussoleno e sono stati sostituiti da bus tra Bardonecchia e Bussoleno. Otto i treni cancellati sulla linea Genova-Ovada-Acqui Terme e tredici sulla Genova-Busalla-Arquata Scrivia e ritorno, a causa del ghiaccio. Per ora pochi servizi sostitutivi con bus navetta, a causa, dice Trenitalia, di “indisponibilità da parte delle ditte fornitrici”.

ECCO IL RACCONTO DAL CONVOGLIO GENOVA-TORINO

Il ghiaccio ha bloccato questa mattina per oltre due ore a Ronco Scrivia il treno regionale 2502 partito da Genova alle 6.50 e diretto a Torino Porta Nuova. Il mezzo, arrivato a Ronco alle 7.30 già con 50 minuti di ritardo, avrebbe dovuto saltare la fermata per impraticabilità della stazione, ma si è bloccato dopo alcuni metri a causa delle stalattiti sui fili dell’alimentazione elettrica. Si è dovuto aspettare l’arrivo di un locomotore, che ha trainato il treno nel tratto critico sino ad Arquata Scrivia da dove è poi ripartito in direzione Torino alle 10.40. Come se non bastasse, l’operazione è stata rallentata a causa di un guasto a uno dei ganci del mezzo d’emergenza. Un viaggio di poco più di due ore si è dunque trasformato in un’autentica Odissea per centinaia di passeggeri che hanno chiamato sul posto di lavoro per avvisare del ritardo e ora chiedono a gran voce rimborsi a Trenitalia. Il regionale 2502 doveva arrivare a Porta Nuova alle 8.30. Lo farà con un ritardo di circa 4 ore. Disagi anche per molti pendolari che dovevano raggiungere Genova e che invece sono dovuti salire sul regionale 2502 per tornare a casa. Come Andrea Radogna. “Dovevo sbrigare alcune commissioni e invece mi tocca tornare a Torino. Una giornata di ferie completamente buttata al vento”, dice il giovane in tono rassegnato. Anche Bruno Barba, professore di Antropologia all’Università di Genova è visibilmente arrabbiato: “In Norvegia o in Finlandia nevica molto di più, eppure i treni non si bloccano. Com’è possibile? Oggi dovevo scendere nel capoluogo ligure per fare alcune correzioni alle tesi e invece eccomi qua che devo rientrsre a casa dopo aver aspettato oltre 2 ore ad Arquata Scrivia”.

TORINO-SAVONA CHIUSA

Non va tanto meglio per quanto riguarda le autostrade, specie nella parte meridionale del Piemonte. Complice il gelicidio – la pioggia che gela appena caduta sull’asfalto – è avvenuto un maxitamponamento sulla A6 Torino-Savona, nel tratto tra Mondovì e Ceva. L’autostrada è stata chiusa al transito in entrambi i sensi. Problemi anche sulla A5 Torino-Aosta, in particolare al traforo del Monte Bianco: dalle 6 di questa mattina i mezzi pesanti sono bloccati a Ivrea e a Santhià e rimandati indietro verso Torino, oppure dirottati sulla A4 Torino-Milano e fatti proseguire verso il capoluogo piemontese.

Situazione simile anche per le strade statali: i due valichi internazionali del Tenda e della Maddalena sono tutt’ora chiusi al transito. Per chi vuole raggiungere la Francia dalla provincia di Cuneo le vie più veloci restano il Frejus o Ventimiglia.

QUI TORINO

Nel capoluogo è scattata la macchina anti-neve dell’amministrazione comunale. Sospeso il blocco alla circolazione delle auto diesel Euro 3 e 4 che erano state fermate per le elevate concentrazioni di pm10 nell’ aria. Pronti più di 1000 spalatori dell’Amiat per fronteggiare una precipitazione che, avrebbe portato tra i 5 e 7 centimetri in città e fino a 30 in collina. Nel tardo pomeriggio però la pioggia ha sostituito la neve, riducendo i disagi.

ARMANDO TORRO

FEDERICO PARODI

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