Ex Moi: le operazioni di trasloco tra le proteste dei profughi

In via Giordano Bruno si inizia dal seminterrato, dove dormono in sessanta, per poi passare agli altri piani. Così, all’alba di oggi, lunedì 20 novembre, ha preso il via la fase di trasloco dei profughi che occupano le ex palazzine olimpiche del Moi che saranno ricollocati in spazi messi a disposizione dalla curia torinese. Sul posto sono arrivati anche i vigili del fuoco, gli uomini della protezione civile e il presidente di Circoscrizione Davide Ricca.

I residenti sono stati svegliati dall’arrivo delle ambulanze e dalle auto della Digos che dalle prime luci del giorno stanno controllando le vie del quartiere Lingotto. Ma già ieri i primi segnali: la domenica infatti in via Giordano Bruno è trascorsa tra furgoni e traslochi.

Una barricata fatta di forni, vecchie reti e pneumatici è la risposta degli abitanti dell’ex Moi allo sgombero che è iniziato questa mattina in via Giordano Bruno a Torino. Molti degli stranieri che abitavano il seminterrato degli edifici di quello che fu il villaggio olimpico sono già stati trasferiti a bordo dei pullman forniti dalla protezione civile verso delle strutture della diocesi.

Ma alcuni si rifiutano di lasciare quella che per anni è stata la loro casa. Fuori dalla rampa che porta sottoterra presidiano l’area i vigili del fuoco, la protezione civile e alcuni rappresentanti del Comune di Torino, che cercano di convincere i migranti a salire sui pullman.

Sono sessantotto i migranti trasferiti questa mattina dall’ex Moi con dieci pullman messi a disposizione dal Comune. Tre le destinazioni scelte: Cottolengo, traforo del Pino e via Lascaris. Quest’operazione è solo l’inizio di un piano di smistamento che proseguirà nei prossimi mesi.

RAFFAELE ANGIUS

GIUSEPPE GIORDANO

MARTINA PAGANI

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