L’ultimo giorno del roaming in Europa

Votazione contro il roaming nel Parlamento europeo

Da domani l’Europa sarà più unita: il roaming telefonico sarà abbattuto a mezzanotte. Per navigare, chiamare e inviare sms dall’estero non ci saranno costi aggiuntivi. Questo è il risultato di dieci anni di trattative tra i colossi delle telecomunicazioni e il Parlamento europeo. Il nuovo principio è quello del “roam like at home”, connessioni e chiamate a tariffa nazionale. Che la propria offerta sia illimitata o a consumo, le condizioni saranno valide anche all’estero. I vantaggi dello spazio digitale comune si applicano a tutti i 28 paesi Ue – il Regno Unito per il momento è compreso – e allo spazio economico europeo: Norvegia, Liechtenstein e Islanda. I costi telefonici continueranno a essere applicati in Svizzera, Andorra, Principato di Monaco e San Marino.

Le misure messe a punto da Bruxelles prevedono che gli operatori possano intervenire in caso di abuso dimostrato, come per esempio l’acquisto di sim in Paesi in cui le tariffe sono inferiori per usarli in quelli più cari. Per evitare un uso scorretto del servizio, ogni quattro mesi gli operatori potranno verificare i volumi di traffico e addebitare eventuali costi aggiuntivi, se il 51% delle connessioni sono avvenute all’estero. Nessun problema per i lavoratori transfrontalieri: basta un contatto al giorno con la cella del proprio operatore nazionale e non sarà calcolato come giorno fuori dai confini. Per gli operatori è prevista una riduzione degli introiti calcolata complessivamente in oltre un miliardo. Qualsiasi variazione nei costi deve essere comunicata dall’operatore con un messaggio informativo. In Italia alcune compagnie telefoniche hanno già cancellato i costi del roaming per i propri utenti prima del 15 giugno: i clienti Tre – Wind possono già telefonare, mandare sms o navigare su internet nei paesi membri dell’Unione con la stessa tariffa prevista per l’Italia. Tutti gli utenti, di qualsiasi operatore, potranno viaggiare in Europa con un problema in meno. Pur con qualche limite, si tratta di una rivoluzione digitale per l’Unione Europea.

Qui la diretta Facebook della Commissione Europea e le domande frequenti.

ROMOLO TOSIANI
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