Un setaccio per le bugie

Sempre più notizie, sempre meno tempo. L’informazione ormai è dappertutto e in ogni momento. Ma nel flusso ininterrotto di news è diventato sempre più difficile distinguere il falso dal vero. In rete si trovano le tesi più strampalate: a volte fanno sorridere, a volte preoccupano. Ma chi rimprovera il popolo credulone dimentica che la disinformazione è vecchia (almeno) quanto il giornalismo. Ha solo cambiato vestito. Un tempo le notizie sgradite al potere si censuravano. Oggi si avvelenano le fonti a cui il lettore si abbevera: le gocce di verità vengono annacquate in un mare di bugie. Allora, il giornalista deve usare meno la penna e impugnare il setaccio. Inseguire le ultime notizie è inutile, anzi aumenta il rischio di farsi ingannare. Meglio prendersi più tempo per verificare i fatti, vagliare le fonti e studiare. Questo è il miglior servizio che il giornalismo può rendere al pubblico, e alla democrazia.

FRANCESCO BERTOLINO

(Scuola Walter Tobagi)

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