Il futuro è ignoto e per questo bello, ma il giornalismo sia sempre “fact-based”

Addio carta. Giornali solo in versione digitale, fruibili attraverso il web su dispositivi mobili o su ciò che l’uomo ancora si inventerà. Andrà così? Possibile. Che poi, la realtà virtuale, e il suo sviluppo, dove ci porterà? Chi lo sa. Magari un giorno giornali, telegiornali e radiogiornali non esisteranno più come li conosciamo oggi e saranno fusi in un tutt’uno. Una piattaforma che ci porterà direttamente dentro ai fatti, come se li stessimo vivendo. E magari sarà un prodotto che un algoritmo costruirà su misura per noi, in base agli interessi di ciascuno. Prospettive pericolose forse, ma certamente anche affascinanti. Immaginare il giornale del futuro non è semplice. Se sapessimo ora come potrà essere tra decenni, faremmo gli indovini e non i giornalisti praticanti. Ma una cosa è certa: la funzione che ha il giornale, o meglio ancora il giornalismo, è insostituibile. La società non può fare a meno di chi riporta i fatti e lo fa per professione.

ANDREA BOERIS

(Scuola Walter Tobagi)

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