Cooperativa Maramao: il duro lavoro del coltivare l’integrazione

“Attraverso il lavoro della terra vogliamo creare uno spazio di integrazione per i migranti e i cittadini svantaggiati”. Roberto Colleoni, operatore di Crescereinsieme, racconta così la nascita del progetto Maramao, che dà lavoro ai giovani migranti (tra i 18 e i 33 anni) che ottengono il permesso di soggiorno in Italia.

Come è nata questa idea?

Con Crescereinsieme accompagniamo i migranti nel percorso che li porta a ottenere il visto per restare in Italia. Una grande preoccupazione è che, allo scadere del periodo di accoglienza, molti rimangano in mezzo a una strada. A Canelli abbiamo creato uno spazio nel quale consentire ad almeno alcuni di loro di avere un lavoro e di essere autonomi. Dati i risultati, crediamo che sia una soluzione replicabile.

alcuni giovani coltivatori della Coop Maramao

Che tipo di produzione avete?

Tutto ciò che coltiviamo è prodotto biologicamente. Disponiamo di 21 ettari nei quali produciamo Barbera, Dolcetto, Cortese, ma anche ortaggi, frutta, noci e nocciole. Il nostro lavoro è monitorato dall’Associazione Italiana per l’Agricoltura Biologica che, oltre a valutare la qualità dei nostri prodotti, ci aiuta nella formazione agricola e ci segue in tutti i processi di coltivazione.

Quale è il vostro rapporto con la popolazione di Canelli?

All’inizio abbiamo registrato diffidenza e preoccupazione, ma stiamo costruendo il nostro spazio nella comunità. Una signora, ad esempio, ha conosciuto i nostri ragazzi e infine si è decisa a dividere il suo casale in due per affittarne una parte a loro. Hanno legato talmente tanto che lei li aiuta a studiare l’italiano!

Che piani avete per il futuro?

Il 27 maggio apriremo il nostro primo negozio a Canelli. Vorremmo vendere direttamente i nostri prodotti più freschi e approfittarne per vivere, e far vivere ai ragazzi della cooperativa, una dimensione nuova di integrazione.

RAFFAELE ANGIUS