Cos’è il biotestamento? La legge spiegata in 7 punti

Con 326 voti favorevoli la Camera dei Deputati ha approvato il testo unico sulle “norme in materia di consenso informato e di disposizioni anticipate di trattamento”, meglio note come legge sul biotestamento. La legge dovrà essere approvata senza emendamenti anche al Senato, dove sono state già annunciate barricate da parte dei laticlavi cattolici e conservatori. Vediamo nel dettaglio i punti chiave e le novità introdotte dal DDL presentato dall’On. del Movimento 5 Stelle, Silvia Giordano.

1- Quali sono i princìpi costituzionali ispiratori della legge sul biotestamento?
Nella prima frase del testo di legge vengono citati gli articoli 2, 13 e 32 della Costituzione, nonché gli articoli 1, 2 e 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea.

2- Il consenso informato si applica anche a minori o incapaci?
Si. “La persona minore o incapace ha il diritto alla valorizzazione delle proprie capacità di comprensione e di decisione. […] Deve ricevere informazioni sulle scelte relative alla propria salute in modo consono alle sue capacità, per essere messa nella condizione di esprimere la sua volontà” – art 2 comma 1.

3- Cosa sono le DAT?
Le Dichiarazioni Anticipate di Trattamento sono indicazioni e volontà che il paziente lascia scritte o registrate su un supporto audio o video. Attraverso queste dichiarazioni, si legge all’art 3 comma 1: “Ogni persona maggiorenne e capace di intendere e di volere, in previsione di un’eventuale futura incapacità di autodeterminarsi […] può, attraverso le DAT, esprimere le proprie volontà in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto ad accertamenti diagnostici o scelte terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari”.

4- Come devono essere redatte?
Le DAT devono essere redatte per atto pubblico o per scrittura privata, quindi autenticate da un notaio, un medico del servizio sanitario nazionale o un pubblico ufficiale. I documenti sono esenti dall’obbligo di registrazione, dall’imposta di bollo e da qualsiasi altro tributo.

5- Chi è il fiduciario?
Si tratta di una persona di fiducia del paziente. Fa le veci di quest’ultimo e lo rappresenta nelle relazioni con il medico e le strutture sanitarie. L’accettazione della nomina da parte del fiduciario avviene attraverso la sottoscrizione della DAT, mentre la rinuncia alla nomina viene realizzata con atto scritto comunicato al disponente. L’incarico del fiduciario può anche essere revocato in qualsiasi momento e senza obbligo di motivazione.

6- Il medico può rifiutarsi di eseguire le scelte del paziente?
Si. All’art 3 comma 5 si consente al medico di rifiutare “qualora sussistano terapie non prevedibili all’atto della sottoscrizione, capaci di assicurare possibilità di miglioramento delle condizioni di vita”. Inoltre, con l’emendamento approvato in ultima lettura alla Camera il 19 aprile, è stata aggiunta al comma 7 la frase “il medico non ha obblighi professionali”. Ciò significa un’obiezione di coscienza de facto.

7- Nel caso del rifiuto da parte del medico, come si comportano le aziende sanitarie?
“Ogni azienda sanitaria, pubblica o privata, garantisce […] la piena e corretta attuazione dei princìpi di cui alla presente legge”: art 1 comma 10. Dunque, anche se il medico dovesse rifiutarsi, i nosocomi garantirebbero l’attuazione della legge.

PASQUALE MASSIMO

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