Settimo, commercianti in rivolta per il Torino Outlet Village

Il Torino Outlet Village nel giorno dell'inaugurazione - Foto Arcus Real Estate

Un obelisco alto 85 metri incombe sul cielo di Settimo Torinese. La punta s’illumina a intermittenza, come quella di un faro. È il simbolo del Torino Outlet Village. Il polo dell’abbigliamento inaugurato venerdì 24 marzo alimenta la curiosità della gente, ma getta nel panico i commercianti, terrorizzati dalla campagna pubblicitaria “Le migliori firme scontate al 70%”.

“Temiamo che la nostra passeggiata possa spegnersi – afferma Daniela Marchisio di Kids Moda, negozio di vestiti per bambini nel centro di Settimo – Il Comune dovrebbe darci una mano e aumentare i parcheggi gratuiti”. Le fa eco Giovanni Balbo, titolare di Olympic Sport: “Se avremo più turisti? Chi viene da fuori non passerà certo di qui. Anzi, perderemo clienti abituali e molte attività chiuderanno”. Non si rassegna, invece, Cinzia Forlani di Tezenis: “Non dobbiamo mollare. Proveremo a organizzare eventi nel centro storico: la gente deve capire che non c’è solo l’outlet”.

Il nuovo centro commerciale si trova al numero 160 di via Torino. È il primo tassello di “Laguna Verde”, ampio progetto di riqualificazione nell’area dell’ex stabilimento Pirelli. È una struttura di 20mila metri quadrati a cielo aperto, con 90 negozi dei grandi marchi della moda: dalle griffe di lusso, Armani, Gucci e Roberto Cavalli, a quelle più accessibili, Adidas, Benetton e Nike. L’ha realizzata la Arcus Real Estate, società che fa capo al patron dell’Atalanta Antonio Percassi. Una presenza ingombrante, che, nonostante la promessa di 600 nuovi posti di lavoro, divide anche i residenti. Come Matteo, 25 anni, in cerca di occupazione come barista e respinto dal nuovo colosso. “Ho fatto domanda due volte, ma non mi hanno nemmeno risposto – racconta – In ogni caso non ci andrò e non si tratta di una ripicca: per i negozianti locali sarà una mazzata”. Diversa l’opinione di Chiara, 21 anni, che è già entrata nell’outlet avendo lavorato come donna delle pulizie nelle settimane precedenti all’apertura. “Sono felice di averlo vicino a casa, almeno non dovrò spostarmi sino a Serravalle. Dispiace per i commercianti settimesi, ma non c’è posto per tutti”.

Il sindaco Fabrizio Puppo prova a gettare acqua sul fuoco: “Le preoccupazioni sono comprensibili, ma io credo fortemente in una sinergia tra l’outlet e il nostro centro storico – spiega il primo cittadino settimese, in quota al Pd. – Per esempio, all’interno del centro commerciale sarà aperto un punto di informazione turistica per veicolare le iniziative sul territorio”. Il Torino Outlet Village è solo l’ultimo polo costruito dal gruppo Percassi, che ne ha altri cinque in Italia (due nel bergamasco, poi ad Arezzo, Brescia ed Enna). “I vertici dell’outlet – assicura Puppo – ci hanno garantito che gli esercenti delle zone vicine a queste strutture non ne hanno risentito. Inoltre, è una grande opportunità a livello occupazionale: all’inizio la maggior parte del personale arriverà da fuori, ma in un secondo momento è probabile che chiamino molte persone di Settimo e dintorni”.

FEDERICO PARODI

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