Mauro Laus: “La scissione del Pd è drammatica per l’intero Paese”

Mauro Laus impegnato in una seduta del Consiglio regionale
di Giorgia Gariboldi e Federico Parodi

«La scissione è un grande atto di irresponsabilità da parte di tutti e a pagarne lo scotto sarà l’intero Paese». Mauro Laus, presidente del Consiglio regionale del Piemonte, lo spiega agli studenti del master di giornalismo che ha incontrato il 21 febbraio alla vigilia della direzione del Pd che doveva stabilire le regole per le primarie. Dal suo punto di vista si è in presenza di una situazione di «seria difficoltà», che diventa «drammatica» se si considera la mancanza di una legge elettorale che garantisca un premio di maggioranza, anche minimo. Ad oggi non ci sarebbero i numeri per governare né alla Camera né al Senato, a meno che non si trovi un’improbabile coalizione con i fuoriusciti. E con un ritorno al proporzionale «non sapremo mai chi vince e chi perde».

Laus dunque si schiera a fianco dell’ex premier Matteo Renzi: «Non sono un renziano della prima ora – ammette – ma credo che chi ha la responsabilità di guidare una famiglia debba fare più di quello che fa e chiede la minoranza». Nonostante questo, però, non nutre «alcuna forma di rispetto» per i fuoriusciti. Ai suoi occhi si tratta di «persone che hanno governato e gestito il Paese per 40 anni facendo poco o niente e, inoltre, sono responsabili di non aver dato struttura e carattere alla sinistra».

Sulla situazione in Regione invece non ha dubbi: la scissione non avrà alcuna conseguenza. Questo perché «non ci sono fughe né smottamenti». La maggioranza è compatta e Sergio Chiamparino, presidente della giunta Regionale, ne è il cuore. «Anche se dieci, quindici o venti consiglieri regionali abbandonassero contemporaneamente il Pd, non ci sarebbero i presupposti per negare la fiducia al presidente».

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