Nel backstage di Protesi di complotto: la pagina satirica che ha conquistato il web

Bufale, scie chimiche, rettiliani e altre leggende impazzano in rete. Il modo più semplice per smascherarle? L’ironia! Nasce così Protesi di complotto, la pagina Facebook che smentisce con irriverenza le teorie pseudoscientifiche che tanto piacciono alle communities. Post sensazionalistici di trame e cospirazioni, commenti taglienti e didascalie paradossali sono gli ingredienti della ricetta di Protesi, il tutto condito in salsa politica. In pochi anni la pagina è diventata la nemica numero uno dei complottisti che certo non perdonano i miscredenti. Attenzione dunque a ingannare il popolo con la vecchia teoria che la terra è sferica! Le minacce sono assicurate.
Con più di 100 mila followers su Facebook e 3 mila su Twitter, Protesi di complotto ha appassionato la rete. Vediamo dunque come nasce questo mix vincente di parodia e satira.

Chi c’è dietro Protesi di complotto?
“Sono un ragazzo di 35 anni del Nord Italia. Preferisco non dire nulla di me mantenendo una sorta di anonimato, visto che lo trovo buffo ma ho ricevuto minacce di morte. I complottisti sostengono che è colpa mia se la gente non crede alle scie chimiche”.

Quando hai iniziato e come è nata l’idea?
“Ho cominciato nel 2011, sono sempre stato appassionato di complotti e frequentavo il blog di Paolo Attivissimo e del Cicap.  Semplicemente mi sono accorto che, all’epoca, per lo meno, mancava una pagina Facebook che avesse un approccio non legato al debuking che vuole smascherare scientificamente le teorie, e fosse ironica”.

Qual è l’obiettivo di Protesi?
“Le teorie complottiste, che di base sono molto pericolose, prosperano nel far-west del web, e credo che ridicolizzarle in modo paradossale sia un ottimo modo per arginarle. Uso l’ironia per mostrarne l’inconsistenza”.

Ti sei ispirato a qualche pagina in particolare?
“No, però mi sono formato sul blog di Attivissimo e su StrakerEnemy, un sito che si occupava di prendersi gioco di uno specifico personaggio che chiamo Signor Nò”.

Sei da solo a gestire le pagine? Oltre a Facebook, Protesi sarà anche su altri canali social prossimamente?
“Sono e sono sempre stato da solo. Non penso di aprire altri canali, già faccio fatica a gestire Facebook”.

E Twitter?
“Lo uso sporadicamente, mi è stato però utilissimo quando, qualche anno fa, i complottisti hanno segnalato la pagina in massa per pornografia, facendola sospendere. È nato l’ hashtag #salvateprotesi e sono riuscito a recuperarla”.

Avevi già gestito altre pagine prima?
“No, in realtà non avevo mai fatto niente di particolarmente legato ai social network. Io stesso non scrivo quasi mai niente su Facebook con il mio profilo personale”.

La tua pagina ha più di 100 mila followers. Come sei arrivato a questo successo?
“La pagina è cresciuta in modo completamente organico, e continua a farlo costantemente, anche se con numeri decisamente inferiori rispetto a pagine che pubblicano meme, troll o immagini di facile condivisione. Non ho mai sponsorizzato Protesi, mai chiesto scambio di link e mai speso niente per la promozione”.

Molte star del web guadagnano cifre stellari. Tu?
“No, non ho mai guadagnato nulla. Però sono stato invitato a un paio di conferenze e mi hanno offerto la pizza. Lo faccio perché mi diverte, soprattutto il linguaggio che si è creato negli anni e il rapporto con gli utenti della pagina”.

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