“Tutto il calcio minuto per minuto”: 58 anni in 6 pillole torinesi

Sandro Ciotti, uno dei più famosi radiocronisti di “Tutto il calcio minuto per minuto"
Sandro Ciotti, uno dei più famosi radiocronisti di “Tutto il calcio minuto per minuto"

Qui Ciotti, a te Ameri”, “Qui Ameri, a te Repice”, “Linea a Corsini dallo studio”. Sembra un’azione calcistica, solo che ci si passa la voce al posto del pallone. E magari Enrico Ameri non ha mai ceduto la linea a Francesco Repice. Ma poco importa: quella di Tutto il calcio minuto per minuto è una storia che si tramanda di voce in voce, generazione in generazione, e che oggi 10 gennaio compie 58 anni.

Generazioni di radiocronisti, generazioni di italiani. Per quante domeniche genitori e nonni sono usciti di casa con i transistor per ascoltare le gesta dei loro campioni preferiti? Adesso Tutto il calcio minuto per minuto ha cambiato forma e fruibilità: si può ascoltare anche avendo smartphone, cuffie e connessione internet. Ma l’idea alla base è sempre la stessa: il pubblico in ascolto ossequioso, e i radiocronisti che hanno il compito di far vivere loro le partite.

Un format talmente di successo da essere ripreso anche in chiave televisiva: le varie “diretta gol” offerte dalle tv a pagamento sono l’esatta riproduzione di Tutto il calcio minuto per minuto, con l’aggiunta dell’immagine. Un vantaggio per le televisioni, si dirà. Certo, eppure molti appassionati di calcio, per abitudine, scelta o affezione, si sintonizzano ancora sulle frequenze di Rai Radio 1 per seguire i campionati di Serie A e B. D’altronde, stando ai dati di RadioMonitor, la radio è il medium che meglio si sta adattando ai cambiamenti apportati dalle tecnologie digitali, avendo un bacino di pubblico in costante aumento (l’ultimo, riferito al 2016, è dell’1,4% rispetto al 2015).

58 anni di storia significano aver raccontato agli sportivi i più grandi campioni del calcio italiano del dopoguerra. Imprese, vittorie e sconfitte che qui si provano a condensare in sei pillole, riferite a Juventus e Torino.

Si parte dalla più antica: lo scudetto 1975-76 del Torino, raccontato da Enrico Ameri. Era il 16 maggio 1976, ai granata è bastato il pareggio contro il Cesena, vista la sconfitta della Juventus a Perugia.

Il secondo spezzone riguarda sempre le due squadre torinesi, stavolta impegnate in uno dei derby più spettacolari di sempre: era il 27 marzo 1983, il Torino, sotto di due reti, ribaltava la situazione segnandone tre in 124 secondi ai Campioni d’Italia in carica, grazie a Giuseppe Dossena, Alessandro Bonesso e Fortunato Torrisi.

Non solo vittorie collettive, ma anche storie individuali. Una è legata ad Alessandro Del Piero, la cui carriera è stata interamente raccontata da Tutto il calcio minuto per minuto. Fino alla fine, come recita lo slogan della Juventus, la squadra a cui si è legato per sempre. Fino al 13 maggio 2012, il giorno del suo ritiro, raccontato da Francesco Repice.

La quarta pillola è dedicata al sesto scudetto consecutivo della Juventus, nuovo record del calcio italiano. Il traguardo è stato raggiunto il 21 maggio 2017, nella partita contro il Crotone, vinta per 3-0. Stavolta è Giovanni Scaramuzzino ad accompagnare i tifosi juventini nei loro festeggiamenti per il “tricolore”.

Infine, due bonus tracks riguardanti le vittorie in Europa delle due torinesi. Tecnicamente, non sono state raccontate da Tutto il calcio minuto per minuto bensì da altre trasmissioni radiofoniche, che però da questa hanno ripreso voci, idee e modalità di trasmissione.

La prima riguarda l’impresa del Torino sul campo dell’Athletic Bilbao nei sedicesimi di finale di Europa League 2014-15. Era il 26 febbraio 2015, e mai nessuna squadra italiana aveva espugnato il campo dei baschi, come ricorda la radiocronaca di Giuseppe Bisantis.

La seconda è l’ultima affermazione della Juventus in Champions League. Era il 22 maggio 1996, nella finale di Roma i bianconeri battevano ai rigori l’Ajax campione in carica. La radiocronaca di Riccardo Cucchi e Bruno Gentili ha seguito il procedere dei tiri dal dischetto, fino alla realizzazione di Vladimir Jugovic.

VALERIO BARRETTA