Chiamparino: “Piemonte pronto all’autonomia per un regionalismo virtuoso”

“Abbiamo aspettato di avere i conti a posto ma ora il Piemonte è pronte a chiedere allo Stato maggiore autonomia su alcune materie come politiche del lavoro e ambientali, su sanità e beni culturali”. Esordisce così il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino, che questa mattina, mercoledì 10 gennaio, ha annunciato il piano con cui la Regione dà il via al negoziato con lo Stato. “L’obiettivo non è ottenere più risorse, ma contribuire a un regionalismo virtuoso che renda più efficace l’azione regionale e migliori il rapporto tra lo Stato e la Regione”, prosegue Chiamparino, che domani incontrerà insieme con il presidente della Liguria, Giovanni Toti, il viceministro agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa per avviare il confronto.

Previdenza, beni culturali, politiche del lavoro e dell’istruzione, politiche per la montagna, sanità, ambiente, coordinamento finanza pubblica. Queste le principali materie su cui il Piemonte rivendica maggiore autonomia. La strada è la stessa battuta dall’Emilia-Romagna del governatore dem Stefano Bonaccini, che negli scorsi mesi ha firmato un patto con il premier Gentiloni, iniziando un percorso condiviso di autonomia stabilito dall’articolo 116 della Costituzione. Una modalità più soft rispetto a quella referendaria intrapresa da Veneto e Lombardia e che peraltro non ha valore vincolante per Stato.

“Vogliamo sederci allo stesso tavolo con Liguria ed Emilia Romagna, anche se il tutto si concretizzerà con la nuova legislatura – aggiunge Chiamparino – I referendum in Veneto e Lombardia? Sono stati utili a smuovere le acque, ma la consultazione popolare non è la strada giusta. Difatti anche la Lombardia si sta muovendo nella stessa nostra direzione. Solo il Veneto di Zaia resta bloccato sulla sua posizione estrema. Domani incontreremo Bressa e porremo le basi per questa legge, che però dovrà essere approvata dal Parlamento con la nuova legislatura”.

Gli fa eco l’assessore regionale al Bilancio, Aldo Reschigna. “Il Piemonte soffre di una fragilità demografica: siamo la regione più vecchia d’Italia insieme con la Liguria ed è una criticità che va affrontata. E poi su questioni come ambiente, sanità, istruzione e montagna vogliamo rendere la regione più moderna ed efficiente: solo incrementando il nostro potere decisionale possiamo riuscire nel nostro intento. Il bilancio regionale e sanitario è a posto: siamo pronti per questo passo”.

FEDERICO PARODI
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