Risorgimento smart. I risultati di sei mesi di attività nella prima piazza “intelligente” d’Italia

Piazza Risorgimento il 29 settembre scorso durante l'inaugurazione del progetto Planet Smart Square

La pioggia non ha scoraggiato gli avventori arrivati in piazza Risorgimento per assistere alla presentazione dei risultati raccolti in sei mesi di attività del progetto Planet Smart Square. Oltre 5.200 metri quadrati nel cuore del quartiere Campidoglio messi a disposizioni dal Comune attraverso il programma Torino Living Lab per la sperimentazione in città di tecnologie innovative. A vincere il bando è stata la start up torinese Planet Idea che ha riqualificato la piazza con l’istallazione di venticinque progetti volti al risparmio energetico, alla sostenibilità e alla creazione di nuove comunità cittadine.

A giudicare dai dati rilevati, il bilancio della prima piazza smart d’Italia sembra essere positivo. Nei 175 giorni di attività del progetto sono state evitate 261 chili di emissioni di anidride carbonica, risparmiato più del 75% di energia per l’illuminazione e ridotto del 70,9% il consumo d’acqua grazie all’irrigazione automatizzata. Secondo i sondaggi effettuati dal portale indipendente Torinotrepuntozero che mira a creare un indice di welfare metropolitano, la soddisfazione dei cittadini è stata elevata. Il record del gradimento l’ha ottenuto la rete wi-fi gratuita che ha registrato 10.000 accessi. Tra le innovazioni più apprezzate anche l’orto urbano e il bookcrossing, che ha creato in piazza una piccola biblioteca autogestita. L’idea di Planet era quella di integrare in unico luogo innovazioni in materia di architettura, ambiente, tecnologia ed inclusione sociale per ripensare lo spazio urbano all’insegna della sostenibilità e della condivisione.

Un bilancio positivo anche per la start up dei fratelli Savio che potrà utilizzare i risultati emersi dall’esperimento nel progetto avviato nel nord-est del Brasile per la costruzione di Laguna Residential, la prima social smart city al mondo. La società d’ingegneria torinese punta infatti ad esportare un modello di città intelligente da applicare alle periferie che metta a servizio dei Comuni le tecnologie più innovative per risolvere i problemi cittadini. La vetrina di piazza Risorgimento ha permesso a Planet di attirare l’attenzione di altri enti per il commissionamento di nuovi lavori nei quartieri residenziali lombardi e in Basso San Donato, dove sorgerà un nuovo orto urbano.

L’area lounge in piazza Risorgimento

L’intento del Comune è infatti quello di mettere a disposizione delle imprese che puntano all’innovazione, spazi urbani per sperimentare i loro progetti con la duplice funzione di attrarre investimenti e migliorare la qualità della vita dei cittadini, il tutto a costo zero. “La Città di Torino non ha i soldi necessari per acquistare nuove tecnologie e dunque aprire i quartieri alle imprese è una buona soluzione per rafforzare il loro business” ha dichiarato Claudio Cerrato, presidente della IV Circoscrizione. Una realtà quella delle start up innovative in aumento nell’intera provincia torinese che si classifica al terzo posto in Italia secondo i dati riportati dalla Camera di Commercio.

Dopo l’esperimento durato sei mesi, gli abitanti di Campidoglio si chiedono quale sarà il destino di piazza Risorgimento. Gli attrezzi ginnici, l’area lounge e l’infopoint saranno rimossi. Buone notizie invece per l’orto urbano che rimarrà a disposizione della comunità degli ortisti, nata spontaneamente da questo progetto, e che passerà sotto l’amministrazione comunale a cui Planet ha donato parte degli impianti. La speranza è che la piazza possa continuare ad essere un luogo di socializzazione e di condivisione nell’interesse della comunità anche dopo la fine del progetto.

Lucrezia Clemente